UNA GITA DA RICORDARE: CAPITOLO PRIMO

Approfittando di qualche giorno di tregua concessomi miracolosamente dal lavoro (una sorta di quiete prima della tempesta, in questo caso), ne ho approfittato per andare, insieme ad una delle mie sorelle acquisite dell’ultimo anno, a trovare i miei amici della capitale dopo 2 mesi di assenza dalla stessa. Sono stati solo 4 giorni, di cui appena 2 pieni, ma sono successe diverse cose che ricorderò molto, molto a lungo. A partire dai viaggi di andata e ritorno. Sono 7 ore e 20 minuti all’andata ed altrettanti al ritorno, per cui si ha tempo di socializzare con i propri compagni di scompartimento. All’andata mi sono imbattuta in 4 ragazzi romani tifosi del Torino, reduci da Toro-Inter della sera prima. Io, juventina fino al midollo, ho fatto un po’ fatica a tenerli a bada, lo ammetto. Ci sarebbe voluto mio padre, dotato di un’ironia molto, molto sottile. E parlando con uno di loro ho scoperto che lavora con il fratello di uno dei miei tanti amici romani. Veramente piccolo il mondo, eh? Sorvoliamo sul fatto che, a loro dire, i tifosi dell’Inter lanciavano oggetti ed un paio di ragazzi sono rimasti feriti perché gli sono esplosi dei petardi in mano… Purtroppo la mamma dei cretini è sempre incinta. Al ritorno mi ritrovo in compagnia, fra gli altri, di una signora di mezza età, ben vestita, colta, di quelle che però non perdono mai occasione per polemizzare con chiunque di qualsiasi cosa, e che distribuiscono consigli come se fossero loro l’unico referente attendibile esistente sulla faccia della terra. Dopo aver litigato con il capotreno per un modulo di protesta da consegnare ed aver consigliato ad un ragazzo presente anche lui in scompartimento alcuni libri da leggere al posto di quello che stava cercando di studiare (un testo universitario, mica pizza e fichi), ha iniziato a raccontare la storia della sua vita, il suo lavoro, le sue malattie e quant’altro ad un’altro signore seduto con noi, e poi è passata ai pettegolezzi sui nostri politici e le storie d’amore segrete delle loro mogli (sorvolo i dettagli, naturalmente, c’è la privacy!). Non c’è che dire, il mondo è bello perché è vario…

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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