LA GIORNATA PERFETTA

Domenica scorsa è stata quella che si può tranquillamente definire la giornata perfetta, almeno dal punto di vista sportivo. La Juve che vince una partita abbastanza difficile come quella contro il Genoa grazie ad una rete del capitano, Alessandro Del Piero, fresco di rinnovo di contratto e soprattutto di paternità (a proposito, auguroni a lui, a Sonia ed al nuovo arrivato Tobias!), ma in special modo la tanto rocambolesca quanto meravigliosa conclusione del mondiale di formula 1. Non avrei scommesso un Euro su una vittoria del titolo da parte di Raikkonen, pur sperandolo con tutta me stessa in quanto tifosa. La partenza delle rosse sul circuito di San Paolo, con Massa che si pianta davanti ad Hamilton per permettere a Kimi di affiancarlo, è stata da manuale, e nessuno può obiettare sulla correttezza del brasiliano. Quando Alonso non ha dato strada al compagno di squadra inducendolo al fuori pista ho iniziato a coltivare un barlume di speranza, e nel momento in cui ho visto il pilota inglese andare pianissimo in pista mi sono messa a saltare sul letto dalla gioia, iniziando veramente a credere nel miracolo. Dentro di me si è formato il più classico dei gropponi allo stomaco, quello che ti viene quando sta per avverarsi una cosa alla quale tieni in modo esorbitante ma hai paura che, all’ultimo momento, possa saltar fuori l’imprevisto che te la manda a monte. Erano anni che non provavo una simile tensione guardando un gran premio, dai tempi d’oro di Schumacher direi. Vedevo i giri da percorrere che diminuivano, Hamilton che, sia pur a fatica, rimontava, i litiganti davanti a lui Rosberg e Kubica che si sorpassavano più volte a vicenda rischiando la collisione, cosa che avrebbe portato l’inglesino al titolo… Ed anche quando le 2 Ferrari, in parata, sono passate sotto la bandiera a scacchi, ancora non riuscivo a credere al miracolo che si era appena compiuto. Già, un vero e proprio miracolo, io non saprei definirlo in altro modo. Che gioia immensa… A quel punto è scattato il bicchiere di spumante per festeggiare, lo scambio di sms con gli amici altrettanto tifosi accaniti (irripetibili le parole che mi sono state dette in riferimento a certi personaggi!), insomma un piccolo delirio collettivo. Che la vicenda del dopo-gara, con le Bmw e le Williams indagate per presunte irregolarità nella temperatura del carburante, ha decisamente ridimensionato. Quando la notizia si è sparsa ho temuto la farsa (ed ho fatto anche la rima, sia pur involontaria), pensando che gli inglesi ne avrebbero approfittato per dare al loro giovane protetto il titolo che, lo riconosco, in certi momenti della stagione si sarebbe anche meritato. Ma tante, troppe altre volte gli sono stati perdonati atti che neppure ad Alonso o a Schumacher venivano condonati. Senza dimenticare la spy-story: la Mc Laren rischiava di vincere il titolo piloti grazie ad una macchina copiata dai progetti della Ferrari. Direi che semplicemente è stata fatta giustizia: se anche alle frecce d’argento fossero stati lasciati i punti nel mondiale costruttori (tranne quelli dell’Ungheria), la Ferrari avrebbe vinto quella classifica 204 a 203. Sembra che la Mc Laren in realtà, con il suo ricorso, non chieda il titolo a tavolino ma semplici chiarimenti, quindi penso che Raikkonen &C. possano dormire sonni tranquilli, in ogni caso bravi tutti, perché ci hanno sempre creduto e non hanno mai mollato: i piloti, gli ingegneri, i meccanici, Jean Todt che non sarà un mostro di simpatia ma sa il fatto suo come pochi altri… Insomma, posso concludere con una parola: KIMITICO!!!

Krimi

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Una risposta a LA GIORNATA PERFETTA

  1. Valentina ha detto:

    Io ero fra quelle persone che non credeva nei miracoli, ma da domenica ho iniziato a ricredermi. GRAZIE FERRARI, GRAZIE KIMI, GRAZIE FELIPE E… GRAZIE SCHUMI!

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