IL RICORDO, COME SAI, NON CONSOLA

Ogni volta che vado a lezione all’università uno dei 2 autobus che prendo passa di fronte alle acciaierie Thiessenkrupp, che una volta si chiamavano semplicemente Acciai Speciali Terni. Fino a non molto tempo fa il posteggio di questa fabbrica straripava di automobili di gente che ci lavorava. Ora questo stesso parcheggio è desolatamente vuoto, e probabilmente resterà tale per sempre. L’azienda è stata venduta da tempo, l’anno prossimo lo stabilimento sarebbe stato chiuso, e gli operai rimasti si sarebbero ritrovati senza lavoro. Purtroppo, dopo l’incidente dell’altro giorno, 4 di loro sono rimasti anche senza vita, e 3 loro colleghi versano ancora in gravissime condizioni, con la maggior parte del corpo ricoperto da ustioni. Un destino veramente crudele. Ed uno scempio vedere che ogni giorno numerose persone, in ogni parte d’Italia, muoiono sul posto di lavoro e nessuno fa niente per evitarlo. Non vengono rispettate le norme basilari per la sicurezza, si costringono questi ragazzi a fare molte più ore di quelle che dovrebbero, e la frittata viene fuori piuttosto in fretta. Stamattina, leggendo i giornali gratuiti distribuiti fuori dall’università,leggo che in città è stato proclamato il lutto cittadino, e che ci sarà una manifestazione di protesta dei metalmeccanici. Decido quindi di saltare la lezione di Macroeconomia e di andare in piazza Castello, il cuore di Torino, a vedere. Sarò sincera, non mi aspettavo di vedere così tanta gente. Erano veramente in migliaia, senza timore di essere smentita. Vi erano rappresentanti di tutte o quasi le principali aziende torinesi, c’erano gruppi di altre imprese italiane, immancabili anche i No Tav. Ma tutti erano uniti in due cori in particolare: "Assassini" e "Adesso basta". Ed hanno ragione. La gente è stanca. Si dovrebbe lavorare per vivere, ed invece si finisce col morire perché si lavora. Assurdo. Dove sono le persone che dovrebbero occuparsi della nostra sicurezza sul posto di lavoro, che dovrebbero controllare che tutte, ripeto, tutte le aziende rispettino le regole? Sono sempre molto brave a parlare, ma quando si tratta di agire, chissà perché, nessuno va mai al nocciolo della questione. Ed ecco le conseguenze. Quattro persone morte bruciate, consapevoli del destino crudele che li attende, coscienti fino all’ultimo che non avrebbero più rivisto i loro figli. Uno strazio infinito. Massima solidarietà ai parenti delle vittime ed ai ragazzi ancora ricoverati in ospedale. Vorrei tanto poter affermare che ciò che è accaduto è stato talmente brutto che non si potrà più ripetere. Ma purtroppo temo che non sarà così.

In questi giorni ricorre anche il primo anniversario dalla scomparsa di Alberto D’Aguanno. Ho pensato parecchio a lui nelle ultime ore. E penso a lui ogni volta che Linus e Nicola parlano di calcio e di sport in generale. E’ come se continuassi ad aspettare la sua telefonata che invece, purtroppo, non arriverà mai più. Ci manchi, Dagua.

Krimi

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2 risposte a IL RICORDO, COME SAI, NON CONSOLA

  1. Valentina ha detto:

    Io vorrei che i tg trattassero il tema delle morti bianche con maggior costanza e non soltanto quando accadono queste tragedie! Cavoli, basta con questo Cucuzza e tutti quelli che vanno dietro a lui. Basta!

  2. Valentina ha detto:

    Io vorrei che i tg trattassero il tema delle morti bianche con maggior costanza e non soltanto quando accadono queste tragedie! Cavoli, basta con questo Cucuzza e tutti quelli che vanno dietro a lui. Basta!

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