IL BIVIO

Non avevo mai guardato “Il bivio” in tutta la mia vita. L’altra sera, quasi per caso, mi sono ritrovata a seguirne quasi interamente la puntata. Si capisce che Enrico Ruggeri è un cantante prestato alla conduzione, però questo lo rende più autentico, è facile immedesimarsi in lui, nelle sue riflessioni e nelle domande che porge agli ospiti. E’ stato l’argomento trattato ad incollarmi al televisore fino alla una e trentacinque minuti. Si parlava, infatti, del caso di Valerio Lonzi, un ragazzo che sostiene di essere stato rapito dagli alieni. Premessa: io sono appassionatissima di tutto ciò che fa mistero. Ho letto decine di libri su Ufo, fantasmi, fenomeni paranormali, profezie, reincarnazione e chi più ne ha più ne metta. Un tempo ero anche molto più credulona, ora prendo le cose con maggiore distacco, pur restando convinta che di cose inspiegabili è pieno il mondo, e noi forse non saremo mai in grado di dar loro una spiegazione razionale. La storia di Valerio Lonzi non la conoscevo, ma avevo letto diversi altri presunti casi di rapimento alieno, per cui molti dettagli del suo racconto non mi sono risultati del tutto ignoti. In sintesi nel 1982, quando lui aveva circa 14 anni, si trovava in campeggio sulle colline genovesi con i boy scout, quando una sera lui ed un suo compagno hanno visto 3 luci fluttuanti in mezzo al bosco e sono rimasti ad osservarle per un tempo ignoto. Convinti che fossero passati pochissimi minuti, quando hanno guardato l’orologio si sono resi conto che era trascorsa oltre un’ora. Non parlarono con nessuno di questa cosa, ma dopo circa una settimana la madre, vedendolo mentre si faceva una doccia, si accorse che aveva 3 cicatrici sulla schiena, che lui non seppe spiegare come si era procurato. Un medico, osservandole, le attribuì ad un’intervento chirurgico, che però lui non aveva mai fatto. Trascorsi parecchi anni, Valerio conobbe una ragazza che seppe conquistare la sua fiducia, ed una sera, mentre si trovava insieme a lei ed alla madre giornalista, le raccontò tutta la storia, che così venne a galla a livello nazionale. Alcuni ricercatori, molto interessati al suo caso, gli proposero di ricorrere ad ipnosi regressiva per vedere se poteva ricordare cos’era accaduto in quel lasso di tempo trascorso in un batter di ciglio. Il risultato fu che Valerio rammentò di essere stato trasportato a bordo di una navicella dove alcuni esseri provenienti da chissà dove lo sottoposero ad una serie di analisi (ecco la spiegazione alle cicatrici) ed impiantarono nel suo corpo alcuni microchip, che lui effettivamente ha sottopelle in alcune parti del corpo. Nonostante l’incredibile vicenda Valerio conduce una vita apparentemente normale, o perlomeno ci prova, e mantiene una certa serenità interiore che non tutti coloro che sostengono di aver vissuto una simile esperienza riescono ad avere. Bene o male tutte le persone che sostengono di essere state rapite dagli alieni raccontano storie simili alla sua, la loro attenzione viene attirata su un qualcosa che si fermano ad osservare apparentemente per qualche minuto al massimo, poi si rendono conto che è trascorso molto più tempo, e ricorrendo all’ipnosi regressiva ricordano di essere stati trasportati su una navicella e sottoposti ad analisi, delle quali rimangono tracce sotto forma di placche metalliche che si ritrovano in alcuni punti ben definiti del corpo (dietro l’orecchia, nel palmo della mano ecc.). Sono centinaia le persone che, in tutto il mondo, raccontano esperienze di questo tipo. Nessuno di loro ne ricava vantaggi economici, anzi molto spesso non ne vogliono nemmeno parlare per timore del ridicolo, alcuni addirittura finiscono in clinica psichiatrica perché impazziscono, tanto è devastante l’esperienza. Perché quindi inventare una storia tanto assurda, se non si è assolutamente convinti della sua veridicità? E’ questo che mi fa pensare che qualcosa di vero ci sia. Non credo che tutte queste persone siano accumulate dallo stesso problema che fa avere loro le medesime visioni. In studio si è parlato anche dei rettiliani, che secondo alcune teorie sarebbero già tra di noi e sarebbero nientemeno che i potenti del mondo (per esempio i reali d’Inghilterra), addirittura era presente in studio un giornalista che sostiene di aver intervistato un’alieno. Queste probabilmente sono esagerazioni, ma nella storia di Valerio qualcosa di vero secondo me c’è. Forse un giorno i progressi della scienza ci permetteranno di saperne qualcosa di più, di accertare se siamo i soli nell’universo. Ma secondo me siamo in compagnia, se buona o cattiva, come diceva qualcuno, lo scopriremo solo vivendo.

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2 risposte a IL BIVIO

  1. ginevrengel ha detto:

    Mah… io non saprei! Sarò che sono un po’ come San Tommaso, ossia finché non vedo non credo, però certa gente vuole farsi pubblicità, anche se in tasca va niente.

  2. ginevrengel ha detto:

    Mah… io non saprei! Sarò che sono un po’ come San Tommaso, ossia finché non vedo non credo, però certa gente vuole farsi pubblicità, anche se in tasca va niente.

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