GIORNO UNO: LA PRIMA ODISSEA

Io sono una persona di parola, quindi eccomi qui pronta per raccontare per filo e per segno le mie vacanze romane. Iniziamo con lunedì 16 giugno, giorno della partenza. Treno delle 9.05 da Torino Porta Nuova, con arrivo a Roma Termini previsto per le 16.14. Ho la fortuna di avere, ancora una volta, dei vicini di posto estremamente simpatici. Fra questi meritano una citazione una signora di Roma, che fa la spola con Asti per amore, accompagnata dal suo splendido cane Birillo, un bastardino buono e tranquillo come il pane; una coppia di ragazzi di Napoli, marito e moglie, lui disabile a causa di un brutto incidente automobilistico in gioventù ma, nonostante l’handicap fisico, artista rinomato reduce da una mostra di sue opere a Genova; ed infine una bella signora originaria del nord ma trasferitasi a Roma da parecchi anni, insegnante in pensione con una cultura da far invidia ad un’enciclopedia. E’ sempre molto stimolante potersi confrontare con persone tanto diverse da noi. Fin qui le note positive. Accade però che, a causa di uno sciopero dei ferrovieri in Toscana, i due convogli per Roma successivi a quello vengono soppressi, ed i passeggeri diretti nella capitale si trovano quindi costretti a prendere il mio medesimo treno. Di conseguenza in esso non ci si poteva muovere, giusto nella mia carrozza, non essendoci gli scompartimenti a 6 posti, si poteva quantomeno camminare nel corridoio centrale. A La Spezia sale Milena, la mia inseparabile compagna di viaggio in queste circostanze. Io mi trovo nella carrozza 11, mentre lei ha il posto prenotato nella 10. E’ ora di pranzo, lei sta per addentare la sua focaccina quando il suo vicino di posto, un turista tedesco che non parlava una parola di italiano, si sente male. Apparentemente problemi di cuore. Milena parla un briciolo di tedesco e molto bene l’inglese, e così riesce a fare da interprete tra il malato, la sua consorte ed il capotreno, che viene immediatamente avvisato dell’accaduto. Si cerca tramite annuncio per tutto il treno un medico che possa prestargli i primi soccorsi, fino a quando, alla stazione di Pisa Centrale, è pronta l’ambulanza. Così il treno viene bloccato lì, i medici del 118 salgono e visitano il paziente consigliandogli di scendere e farsi ricoverare in ospedale. Il tizio però, sempre grazie alle traduzioni in tempo reale di Milena, dice di sentirsi meglio e decide di proseguire il viaggio, anche perché deve comunque scendere alla stazione successiva, ovvero quella di Livorno Centrale. Dopo una lunga sosta quindi si riparte, ma dopo poco il signore si sente di nuovo male. Così, arrivati a Livorno, il treno rimane fermo un’altro bel po’ in stazione, finché non si riesce a far scendere il malato. A quel punto però si è accumulato un ritardo pazzesco, che all’arrivo a Roma Termini sarà di 50 minuti. La coppia di Napoli, che aveva mezz’ora di tempo per prendere la coincidenza con il convoglio ad altà velocità, purtroppo la perde, ma il capotreno riesce a trovare loro due posti a sedere su un Intercity diretto nella città partenopea. Meglio di nulla… Io e Milena fortunatamente non avevamo problemi di cambi e cose del genere, quindi siamo semplicemente arrivate in ritardo in albergo, ci siamo rinfrescate, e la sera a cena siamo andate a mangiare vicino alla basilica di San Giovanni in Laterano. Poi, prima di rientrare, passeggiatina fino alla Fontana di Trevi (alloggiavamo lì vicino). Io in ogni caso non capisco perché ogni volta che prendo un treno per Roma questo deve fare ritardi stratosferici…

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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2 risposte a GIORNO UNO: LA PRIMA ODISSEA

  1. Ginevrengel ha detto:

    Se Trenitalia non facesse mai ritardi, non si chiamerebbe Trenitalia! Io darei a Mile una medaglia d’oro per aver aiutato il turista tedesco… GRANDE MILE!

  2. Ginevrengel ha detto:

    Se Trenitalia non facesse mai ritardi, non si chiamerebbe Trenitalia! Io darei a Mile una medaglia d’oro per aver aiutato il turista tedesco… GRANDE MILE!

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