GIORNO TRE: LA RADIO, BETTA E LA COLITE

trio-757.jpgMercoledì 18 giugno si è consumato un rito che si celebra, sempre con immensa felicità, ogni volta che si va a Roma: il pellegrinaggio negli studi di radio Deejay in visita ai tre “Tronconi” (così ribattezzati da mio padre dopo averli visti nei bellissimi spot di una nota azienda dolciaria piemontese) del Trio Medusa. Giunte in via Cristoforo Colombo 90 siamo state subito accolte a braccia aperte, e non è una metafora, da Cristiano la guardia, sempre adorabile e molto affettuoso. Dopo un po’ è arrivato anche il mitico “wurstel con le braccia” Danilo da Fiumicino, ed a quel punto era giunta l’ora di salire. Baci e abbracci con tutti in studio, nell’ordine Gabriele, Giorgio, Furio, Massimiliano, il Previ e poi, più avanti, Matteo Curti, con il quale abbiamo lungamente parlato di Mister P. scambiandoci un po’ di opinioni sul soggetto in questione. L’oretta scarsa di diretta è volata via velocissima, Danilo ha cucinato l’insalata russa, un po’ asciutta e salata ma comunque buona. Dopo la trasmissione consegna dei regali (perché quando vado dal Trio busso sempre con i piedi, anche se non tutte le volte si tratta di doni culinari) e saluti di congedo, con la promessa di rivedersi in occasione della cena dei cretini, che ancora non si sa quando si farà, ma io ci sarò. Uscite dalla radio io e Milena siamo andate a far pranzo, dopodiché ci siamo viste con la mitica Betta. L’abbiamo conosciuta l’anno scorso proprio in occasione della cena di fine stagione, poi la vedemmo anche in radio il giorno dopo, per il gran finale. Una di quelle persone con cui ti trovi istintivamente bene da subito, come se la conoscessi da anni. Ci siamo fatte una bella chiacchierata dalle parti del laghetto dell’Eur, dopodiché siamo rientrate in albergo per riposarci un po’. La sera avevamo intenzione, dopo la cena, di farci una passeggiata fino a Piazza di Spagna per vederla illuminata di notte, un qualcosa che ci manca. Purtroppo però la sottoscritta, subito dopo essersi alzata dal tavolo dove aveva appena finito di mangiare, è stata colta da un’attacco di colite. Ho tenuto duro finché ho potuto, poi però il rientro in albergo si è reso necessario. In genere quando vado in trasferta mi porto sempre dietro i medicinali per curare varie patologie (emicrania su tutte, ne soffro ed è una cosa che non auguro a nessuno), ma purtroppo non avevo nulla con me che curasse la colite. Rammentando però ciò che mi disse il dottore quando mi visitò dopo l’attacco più forte, ovvero di bere tanto thé al limone molto zuccherato, mi sono fermata in un negozietto ed ho fatto scorta di questa bevanda, consumandone subito una parte. Fortunatamente l’elisir ha fatto il suo dovere, ed il mattino dopo ero di nuovo in forma. Pronta per il mare…

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