GIORNO SEI: LA SECONDA ODISSEA

Sabato 21 giugno, ahinoi, abbiamo fatto ritorno a casa, io in provincia di Torino, Milena in provincia di La Spezia. Il treno prescelto era quello che partiva da Roma Termini alle 9.46. Solitamente in ritardo (non parte da lì, bensì proviene da Salerno), stavolta invece è arrivato puntuale, e per una volta ho quindi sperato di non perdere la coincidenza per Alpignano come spesso accade. Mi sono illusa. Poco dopo aver abbandonato la stazione di Roma Ostiense (dalla quale si vede benissimo il palazzo della radio, per cui ogni volta che ci passo vicino mi incollo al vetro fino a quando l’edificio rimane in vista) ci siamo bloccati, rimanendo fermi almeno 10 minuti per un problema di coincidenze, credo. Ripartiti, abbiamo continuato ad accumulare ritardo, ma in maniera tutto sommato modesta, fino a quando non siamo arrivati a Genova Brignole (a quel punto Milena, beata lei, era già scesa da un bel pezzo). Qui restiamo fermi per un bel po’, fino a quando non ci viene annunciato che la causa del ritardo è dovuta ad un’investimento sui binari, e che dopo la stazione di Genova Piazza Principe il treno sarà deviato su un percorso alternativo per Alessandria. Cosa che si verifica, lei sì, con eccezionale tempismo. Anche a Piazza Principe si resta immobili per parecchi minuti, e quando si riparte, anziché tagliare subito all’interno, si costeggia ancora il mare per un lungo tratto. Solo dopo diverso tempo si devia verso il Piemonte, su una linea a binario singolo che evidentemente viene utilizzata solo per il transito di treni locali, difatti si procede a velocità estremamente bassa. Finiamo con il passare per Ovada, e quando finalmente giungiamo ad Alessandria, il ritardo è diventato di 80, ripeto, 80 minuti. Dulcis in fundo, poco dopo aver lasciato la stazione di Asti ci piantiamo altri 10 minuti per un’incomprensione fra capotreni. In conclusione, arriviamo a Torino Porta Nuova con 90 minuti di ritardo, io avrei potuto essere a casa verso le 17.45, ci sono arrivata solamente due ore dopo, stravolta, dopo aver mancato ben due coincidenze. Anche i treni successivi al mio provenienti dalla Liguria avevano un minimo di 55 minuti di ritardo, segno evidente che qualcosa di grosso doveva essere realmente accaduto. Il fatto è che nei giorni successivi ho cercato in lungo e in largo su internet notizie su cosa poteva essere successo (in treno ad un certo punto girava voce che ci fossero stati dei manifestanti che avevano occupato i binari), ma non ho trovato nulla di nulla. E la beffa è che in condizioni normali avrei potuto chiedere il rimborso parziale del prezzo del biglietto sia per il viaggio di andata che per quello di ritorno. Peccato che in questi frangenti io abbia beneficiato del ticket omaggio offerto dalla Cartaviaggio di Trenitalia!

E così si conclude il racconto della mia settimana di ferie. Fino a settembre non ne avrò un’altra, purtroppo. Ma so già come la utilizzerò.

Krimi

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