LA SETTA

Un paio di sere fa, considerata la forte insistenza di una collega e quindi più che altro per farla contenta, acconsento ad accompagnarla ad una sorta di incontro di lavoro avente luogo nella sala conferenze di un lussuoso albergo del capoluogo. Lei sta muovendo i primi passi all’interno di questa organizzazione, e vuole convincermi a seguirla perché, a suo giudizio, è un’ottima opportunità per fare soldi con meno fatica di quanta ne facciamo al fast-food. Ovviamente non farò il nome di questa azienda, né farò riferimenti ai prodotti che trattano, ma poiché la rete brulica di offerte di lavoro che rimandano ad essa non sarà difficile, per chi legge, intuire di quale grosso gruppo si tratta. Io comunque mi ero già imbattuta in loro qualche tempo fa, mentre ero alla ricerca di un’attività da svolgere nel tempo libero da casa per arrotondare i guadagni a fine mese, avevo compilato un modulo su internet ed ero stata poi contattata telefonicamente da una persona che mi aveva chiesto una cifra esorbitante per acquistare i loro prodotti, provarli e, se ne ero soddisfatta, iniziare a venderli. Poiché non mi è parso logico dover aprire il portafoglio per ottenere un lavoro ho lasciato perdere. L’altra sera ho accompagnato la mia collega per farla contenta come ho già detto, ma anche per vedere se nel frattempo qualcosa fosse cambiato, e soprattutto per cercare di dissuaderla. Lei è rimasta entusiasta della mia presenza, ma anche convinta che dovrei entrare nel meccanismo. Un meccanismo che a me sembra tanto un vortice dal quale, se entri, difficilmente riesci ad uscire. Appena siamo entrate nella hall dell’albergo lei si è subito accomodata all’interno della sala conferenze, mentre io ho dovuto attendere fuori e, nel frattempo, compilare un modulo dove mi sono stati chiesti i miei dati (che non ho riportato integralmente) e mi sono state poste alcune domande per misurare il mio interesse a far parte dell’organizzazione. Se si baseranno sulle risposte che ho dato difficilmente cercheranno di contattarmi. Subito dopo aver avuto accesso alla saletta privata è iniziata la presentazione: una lunga serie di illustrazioni in Power Point corredate da testimonianze dal vivo di persone che asseriscono che la loro vita è cambiata dopo aver testato questi prodotti, e che rivendendoli si fanno soldi a palate, anche se magari si dedica a questa professione solo un paio d’ore al giorno. Tutti felici, tutti che applaudono, tutti che sembrano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. O peggio ancora, componenti di una setta. Solo dopo una mezz’ora di chiacchiere viene illustrato, in maniera però molto sommaria ed abbastanza incomprensibile, il tipo di lavoro. Si tratta del cosiddetto Multilevel Marketing, che qui in Italia non è considerato illegale solo per una questione di cavilli. In sintesi funziona così: tu compri i loro prodotti e li provi. Se ne sei soddisfatto, per averli con lo sconto del 25% devi acquistare la licenza per poterli anche rivendere, che consiste in un codice che si deve comunicare all’azienda ogni qualvolta si riescono a piazzare a qualcun’altro, per poter prendere una percentuale sul venduto. In pratica poi si guadagna un tot su ogni stock di prodotti venduti da te direttamente o da persone che hai portato tu, o da coloro che sono entrati grazie a qualcuno a cui tu hai fatto iniziare l’attività, insomma alla fine non è nulla di diverso da una catena di Sant’Antonio. E per cominciare, ti consigliano di rifilare i primi pacchi acquistati ai parenti, perché non ti negano il favore di comprare una cosa da te venduta. Il tutto mi sembra un po’ meschino, francamente. A fine presentazione c’era anche la possibilità di provare questi miracolosi prodotti, ma io ho preferito darmela a gambe levate. La mia collega per tutto il resto della serata ha cercato di convincermi che è un’eccellente opportunità di lavoro, io al contrario resto del’idea che si tratti di una truffa bella e buona. Non mi induce a pensarlo solo ciò che ho visto con i miei occhi, ma anche numerose altre informazioni che ho trovato su internet. Fondamentalmente è un lavoro di rappresentanza, bisogna avere la parlantina per riuscire a vendere, ed io non ce l’ho. Oltre che essere una persona onesta e con dei sani principi. Io non truffo la gente promettendole miracoli in cambio di una cifra enorme che magari nemmeno possono permettersi. Inoltre non credo proprio che si arrivino a guadagnare migliaia di Euro al mese con uno sforzo così ridotto come loro lo dipingono. Preferisco guadagnare i miei pochi soldini sudando, ma con la coscienza pulita.

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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4 risposte a LA SETTA

  1. Morena ha detto:

    io sono rimasta a bocca aperta quando la gente si commuoveva per le esperienze di quelli sulle presentazioni!!!
    non hanno dato i premi percentuali e fatturato (o qualcosa del genere)?
    qualche prodotto io l’ho provato in effetti sono buoni!!! ma costano una cifra esagerata!
    e se molli il gruppo non ti creano problemi chiudi il codice e basta! l’importante è che tu sia convintissima perchè alcuni di loro sono bravi manipolatori!

    Esperienza vissuta anch’io con una mia collega! ti do una bruttissima notizia, la tua collega arriverà ad asfisiarti per inserire anche te nel gruppo! io per farla smettere ho dovuto parlare MOLTO chiaro!
    in bocca al lupo!!!!

  2. Morena ha detto:

    io sono rimasta a bocca aperta quando la gente si commuoveva per le esperienze di quelli sulle presentazioni!!!
    non hanno dato i premi percentuali e fatturato (o qualcosa del genere)?
    qualche prodotto io l’ho provato in effetti sono buoni!!! ma costano una cifra esagerata!
    e se molli il gruppo non ti creano problemi chiudi il codice e basta! l’importante è che tu sia convintissima perchè alcuni di loro sono bravi manipolatori!

    Esperienza vissuta anch’io con una mia collega! ti do una bruttissima notizia, la tua collega arriverà ad asfisiarti per inserire anche te nel gruppo! io per farla smettere ho dovuto parlare MOLTO chiaro!
    in bocca al lupo!!!!

  3. mickey ha detto:

    Anche al mio migliore amico è capitata la stessa cosa e anche lui, come te, ha resistito e detto di no…che tristezza queste cose…falle capire che tu non sei interessata, lo so che sei buona e gentile però a tutto c’è un limite…buona domenica baci

  4. mickey ha detto:

    Anche al mio migliore amico è capitata la stessa cosa e anche lui, come te, ha resistito e detto di no…che tristezza queste cose…falle capire che tu non sei interessata, lo so che sei buona e gentile però a tutto c’è un limite…buona domenica baci

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