CATTIVE COMPAGNIE

Se c’è un aspetto della mia vita del quale vado molto fiera, è quello di saper distinguere in maniera netta e totale il lavoro dalle questioni private. Questo per me significa, fra le altre cose, non frequentare i colleghi al di fuori del turno. Tendo a non concedere al mio luogo di impiego più dello stretto necessario, anche perché la mia vita è stracolma di altri impegni, fortunatamente per me molto più gratificanti. E poi, frequentare certi personaggi in altri momenti della giornata che non siano quelli in cui si lavora mi ridurrebbe sull’orlo di una crsi di nervi in tempi brevissimi. Un po’ quello che è accaduto ieri sera. Ho fatto un turno serale di 5 ore, tutto sommato abbastanza tranquillo, si risente un po’ della crisi economica mondiale e credo sia inevitabile. Siamo stati così bravi che abbiamo finito di sistemare tutto in anticipo, e così abbiamo deciso di “timbrare il cartellino” un quarto d’ora prima. Io dovevo comunque attendere l’arrivo di mio padre per tornare a casa (diciamo che la zona non è delle più sicure ed avere una scorta può tornare utile), così mi sono fermata, in quel lasso di tempo, insieme ai colleghi che avevano finito di lavorare prima di me, e che hanno l’abitudine di fermarsi a fare comunella tutte, ripeto, tutte le sere. Dopo due minuti volevo darmi alla fuga. Se lavorativamente parlando non gli si può dire nulla, anzi addirittura ci si diverte insieme, appena mettono piede fuori dal locale cambiano completamente e diventano, almeno per me, insopportabili, del tutto incompatibili con la sottoscritta. Io sono un tipo molto particolare, ma anche estremamente tollerante. Eppure questi personaggi non li reggo proprio. Sono l’esatto opposto dei miei amici, delle persone che frequento io, che sono molto simili a me ed al mio modo di pensare, con i quali condivido tante passioni e parlo di tutto, dal serio al faceto. Con questa gente che urla, che sbraita, che prende per i fondelli, io non mi ci ritrovo per nulla. Mi sentivo come un venusiano su Marte. Ho provato un disagio interiore pazzesco. Nel mio mondo c’è tutt’altro. Nel mio mondo non servono le canne per essere felici, non c’è bisogno di infierire sulle debolezze degli altri per farsi due risate. Ci si diverte con poco, un po’ come ai vecchi tempi. Magari è proprio questo il punto: forse sto invecchiando e non capisco più certe cose…

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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Una risposta a CATTIVE COMPAGNIE

  1. Ginevrengel ha detto:

    Io la penso esattamente come te: per ridere basta così poco, solo che oggi, se non ci abbandoniamo agli eccessi, il resto sembra non avere un senso…

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