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Sto dando i numeri. Ma queste sono cifre meravigliose da dare, perché riguardano i soldi raccolti da Radio Deejay per il Cesvi durante il weekend da zozzoni. Pare sia la più grossa donazione che abbiano mai ricevuto. E questa è una cosa che mi riempie di orgoglio, e penso e spero che provino la stessa cosa tutte le altre persone che hanno contrbuito direttamente a rendere gli scorsi sabato e domenica un qualcosa di unico e speciale.

Io sono rimasta sveglia ininterrottamente dalle 9.30 di venerdì mattina alla mezzanotte tra domenica e lunedì, lavorando anche per una decina di ore in questo lasso di tempo. Credo di aver rischiato un collasso, e non so ancora come ho fatto a reggere. Ma forse ce l’ho fatta perché volere è potere. E anche se mi rendo conto di non aver ancora smaltito tutto il sonno arretrato, rifarei le stesse cose il prossimo weekend, perché l’esperienza che ho vissuto è stata bellissima e fortificante, mi ha lasciato un segno molto profondo, e mi ha fatto capire tante, tantissime cose. Ci sono stati gesti e parole che non potrò mai dimenticare.

Delle 48 ore di diretta ne ho saltate solo 5 e mezza circa, a causa del lavoro, ovvero il lasso di tempo tra le 9 e le 14.30 di sabato. Il resto l’ho ascoltato tutto in presa diretta. E le cose che mi sono piaciute di più sono state quattro:

  • Le due nottate intere con il Trio e tutti coloro che sono andati a dar loro manforte;
  • Il momento di sabato mattina, con Nicola Vitiello presente, in cui Gabriele ha tentato di far partire un vinile dei Depeche Mode ma non aveva mai fatto una cosa del genere, così Giorgio si è messo di buona lena a dargli le istruzioni su come fare, ed il risultato è stato molto esilarante;
  • La fascia oraria 12-14 di domenica con Vic, Giorgio e Furio, che hanno consumato un pranzo luculliano a base di pesce nello studio della diretta e secondo me, insieme, erano molto ben assortiti;
  • Il gran finale di domenica sera dalle 20 in avanti, prima con Andrea e Michele, poi con Luca e Paolo, che sono stati a dir poco strepitosi, e giuro che sto pensando di intraprendere una dura lotta per farli assumere a Radio Deejay, perché secondo me come si dice in gergo spaccherebbero di brutto.

Ho dato il mio contributo non solo a livello economico, ma anche a livello di presenza fisica negli studi della radio. Ho fortissimamente voluto andarci di notte perché mi sembrava il momento in cui sarebbero scaturite le cose migliori: maggiore libertà di azione, meno vincoli, e via discorrendo. E devo dire di averci visto giusto. Sabato sera sono giunta presso la radio intorno alle 22.30 circa. Avrei dovuto entrare per mezzanotte, ma il portinaio mi ha fatto compilare il modulo, lasciare il documento e poi mi ha fatto salire subito. E così sono approdata con notevole anticipo nello studio rosso, dove per fortuna ho trovato altri amici del Trio che già conoscevo, come Giovanni, Federica e Manuela.

Il primo che ho salutato è stato Matteo Curti, che ne ha subito approfittato per coinvolgermi nelle riprese di un video del quale però non so molto altro. Di sicuro però prima o poi comparirà da qualche parte. Il secondo che sono riuscita a salutare è stato il Previ, seguito poi da Giorgio, che ho quasi braccato mentre stava salutando Nikki che aveva finito la sua parte di trasmissione. In quei minuti in onda c’erano Digei Angelo e Nicola Vitiello, che quando hanno finito si sono intrattenuti con il pubblico presente per un bel po’, mangiando con noi e distribuendo vino a tutti coloro che ne facevano richiesta. Davvero meritevoli di applauso per la disponibilità, non è da tutti.
Poco prima della mezzanotte sono riuscita a salutare anche Furio, nell’unico momento in cui si è sporto dalla nostra parte. Dopodiché è iniziata la seconda, lunga nottata del Trio. Dovessi ripetere per filo e per segno cosa è stato detto in quelle ore sarei in grandissima difficoltà. Saremo stati una sessantina di persone pigiate in quello studio, molte delle quali mangiavano, bevevano ed urlavano, un vero e proprio delirio.
Inizialmente sono stati ospiti Carlo Taranto e Marco Santin della Gialappa’s Band, poi nel corso della serata si sono avvicendati moltissimi altri ospiti, impossibile per me ricordarli tutti. Per fortuna però alcuni erano venuti a dar manforte ai ragazzi, che in certi momenti, e per parecchi minuti, si assentavano per poi tornare. Ho poi saputo che andavano a coricarsi per un po’ perché esausti. Fortuna che c’erano, tra gli altri, l’inesauribile uomo Duracell Federico Russo, Irene La Medica e Marisa Passera.
Verso le 2, mi pare, è scattata l’ora di “Demenza vinile”, ovvero il momento in cui le persone che avevano partecipato alla processione per Linus con loro alla Deejay Five potevano far sentire il loro vinile. Furio si affaccia e chiede i dischi, io gli sporgo il mio, ovvero l’album dei Talk Talk, lui lo guarda e fa: “Bello questo, lo mettiamo per primo”. Lo porta in regia al Feticcio, ma se lo dimentica lì. Fortunatamente viene recuperato un momento prima di andare in onda, ed è così che la sottoscritta viene catapultata in diretta. Molto divertente, almeno secondo me, il fatto che io mi sia presentata con il mio nome di battesimo, mentre per tutto il tempo del collegamento Furio abbia continuato a chiamarmi con il mio nick name. Non lo avrà capito nessuno che ci conosciamo… Ho annunciato il brano scelto, ovvero “It’s my life”, fosse dipeso da me avrei scelto “Such a shame”, ma non si può avere tutto. E dopo aver fatto la mia comparsata qualcuno dei presenti mi ha domandato se fosse emozionante parlare per radio. Sarò sincera, non ho avvertito particolare tremarella alle gambe o farfalle nello stomaco. Forse perché fondamentalmente stavo parlando con il Trio, cosa che faccio abbastanza spesso fortunatamente per me, per cui ci ero piuttosto abituata.
Poco dopo le 4 è giunto il momento tanto atteso: quello del pigiama party, lanciato da Paul Baccaglini, la iena giovane. Tutti di corsa a cambiarsi in bagno, ed io indosso un pigiama rosa con l’ippopotamo ed un paio di babbucce a forma di cane che Federico Russo apprezza particolarmente. Soltanto allora riesco, finalmente, a salutare Gabriele come si deve. Dopodiché ho visto cose che mai più avrei creduto di poter vedere, come ad esempio Furio con un cappello da bersagliere ballare in piedi su un tavolo. Senza dimenticare il trenino ed uno scatenato Mauro Casciari che, insieme a Furio, è stato il vero animatore di quella mezz’ora di sigle dei cartoni animati miste a revival da discoteca, tutto sapientemente mixato dal mitico Gianluca Oddo, meglio conosciuto come Dj Osso. Penso di aver visto qualcosa di vagamente simile ad un cartoon party, e credo anche di aver capito perché il Trio non lo vuole più fare: dopo mezz’ora così ero completamente distrutta nel fisico!
Le cose belle durano poco, purtroppo, e quindi anche il pigiama party finisce. Tutti a cambiarsi, e Giorgio pensa bene di farlo nello studio della diretta. Almeno dieci fanciulle incollate al vetro con la lingua a penzoloni si godono il notevolissimo spettacolo, fino a quando si ode una voce dalle retrovie che esclama: “Va beh, ragazze, però c’è di meglio”. Francamente di meglio io ho visto ben poco…
Si fanno le 5, a quell’ora lo studio comincia a svuotarsi, e di conseguenza si ha maggiore libertà di muoversi. Così decido di spostarmi dallo studio per il pubblico a quello della regia. Nessuno obbietta. E da lì lo spettacolo è decisamente migliore. Scatta il momento del Previ insieme a Chiara Carsenzola, dopodiché Furio, veramente distrutto, va a dormire, e rimangono Gabriele e Giorgio. Poco prima delle 7 arrivano i rinforzi nelle vesti di Andrea Pellizzari, così il Bio Medusa può prendersi, ogni tanto, una pausa divanetto. E poiché a quell’ora eravamo rimasti soltanto noi ultras, gli abbiamo fatto molto felicemente compagnia. A poco a poco se ne sono andati tutti, per un po’ sono rimasta soltanto io, fino a quando, alle 8.30 di mattina, dopo 10 ore, non ho deciso di tornare a casa. Mi sarei fermata anche oltre, nessuno avrebbe detto nulla, ma eravamo tutti decisamente stanchi. Così ho preferito andarmene. Ma ho lasciato lì più di una cosa.
I ragazzi erano visibilmente stanchi, però sempre meno di ciò che pensavo. Sono riusciti a gestirsi molto bene, e forse anche per questo è stato un weekend tanto speciale. Hanno fatto qualcosa di straordinario, ma la cosa non mi stupisce affatto, perché li conosco, so quanto sono speciali, e non avevo alcun dubbio sul fatto che sarebbe venuto fuori un weekend da incorniciare, sotto tutti gli aspetti. Farei un applauso particolare a Furio che, sabato mattina, ha fatto una vera e propria toccata e fuga a Roma per non mancare alla recita scolastica di sua figlia. Semplicemente adorabile.

Come ho già scritto prima, per me questa è stata un’esperienza fortissima, un qualcosa che mi ha lasciato un segno molto profondo e che mi ha fortificato. Mai come in questo weekend ho appurato che volere è potere, e che con l’entusiasmo e la collaborazione tra le persone si possono fare cose veramente incredibili. Ho pianto quando le trasmissioni sono state concluse domenica sera, abbondantemente dopo la mezzanotte. E sono quasi certa che anche molti dei presenti in studio in quel momento lo hanno fatto. Non so davvero se esistano parole adatte a spiegare questo weekend e quello che è stato fatto per il Cesvi. So solo che sono fiera ed orgogliosa di me stessa, di Gabriele, di Furio, di Giorgio, di tutta Radio Deejay e di tutti i suoi ascoltatori, che hanno aderito in massa all’iniziativa ed hanno permesso di trasformarla in qualcosa di grande, unico e speciale. Ci meritiamo tutti un applauso, credo. Ma soprattutto se lo merita il Cesvi ed Elizabeth Tarira, che con i fondi raccolti potrà realmente salvare la vita a migliaia di persone in Zimbabwe. A Natale i miracoli a volte succedono. E se fosse Natale ogni giorno, nel mondo ci sarebbero meno povertà e più benessere per tutti.

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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