ELUANA

In quest’ultimo periodo ha tenuto banco, nei notiziari radiofonici e televisivi e sui giornali, la storia di Eluana Englaro. Questa bella ragazza nel 1992, quando aveva appena 22 anni, rimase coinvolta in un terribile incidente automobilistico, nel quale riportò un grave trauma cranico e la frattura della seconda vertebra cervicale. Se si fosse risvegliata dallo stato di coma nel quale si trovava al momento del ricovero sarebbe comunque rimasta paralizzata per sempre. Ma da quello stato vegetativo non è mai uscita. E stasera, poco dopo le venti, si è spenta per sempre nella clinica dove era stata trasferita da alcuni giorni per interrompere, secondo la volontà del padre suo tutore legale, l’alimentazione forzata che la teneva di fatto in vita.

E’ molto difficile esprimere cosa provo e scrivere cosa penso di questa vicenda. Ci sono molteplici punti di vista dei quali bisogna tenere conto. A detta dei medici Eluana non avrebbe potuto risvegliarsi in alcun modo. Non provava alcuna sensazione, non vedeva, non sentiva, non avvertiva fame, sete, dolore. Il suo cervello era praticamente spento, senza possibilità che si potesse riaccendere. E questa, senza ombra di dubbio, non è vita. Suo padre Beppino ha lottato per anni per poterle staccare la spina e porre fine al suo calvario. Ha certamente sofferto moltissimo. E mi chiedo come si senta ora che la sua bambina non c’è più. Non dubito che provi un senso di vuoto, e che magari si stia domandando se la sua decisione è stata quella giusta. Però siamo certi che i dottori non si siano sbagliati? Siamo sicuri che davvero Eluana non sentisse, non vedesse, e non provasse nulla? Il suo corpo, in tutti questi anni, ha comunque funzionato quasi normalmente (per quello che le circostanze permettevano). Ha continuato ad avere il ciclo mestruale, a livello teorico avrebbe potuto portare avanti una gravidanza. Interrompere l’alimentazione forzata ad una persona nelle sue condizioni siamo davvero certi che non sia stato un omicidio? Io spero solo una cosa: che adesso Eluana, ed anche suo padre, abbiano finalmente trovato la pace. Il resto sarà la legge a stabilirlo. Anche se, con essa, ci si potrà poi trovare più o meno d’accordo.

Krimi

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