I PRIMI QUATTRO GIORNI

E veniamo finalmente, come ampiamente anticipato e più volte annunciato, al resoconto dettagliato delle mie due settimane di ferie. Lunedì 18 maggio è iniziata la pacchia, in mattinata ho sbrigato le ultimissime urgenze e poi nel pomeriggio sono partita, con valigia, borsetta e zaino piombati (da tanto erano pesanti) al seguito, per la prima tappa del mio viaggio: Pisa, dove vive e lavora il ragazzo che ha rubato il mio cuore. Mi sono fermata con lui per la notte, ed il mattino successivo ho completato il viaggio scendendo fino a Roma. Non mettevo piede nella città capitolina da due mesi. Ed appena arrivata il caldo torrido mi ha subito tagliato le gambe: altro che metà maggio, sembrava metà luglio! Mi sono recata sul posto di lavoro dell’amica che mi ha dato asilo per tutto il tempo della vacanza a prendere le chiavi di casa sua, ed una volta giunta sul posto praticamente non mi sono più mossa per tutto il resto della giornata. Avevo bisogno di riprendermi! Anche perché il giorno dopo avevo un appuntamento importantissimo e molto speciale: quello in radio dal Trio Medusa. 20052009.jpg Mercoledì mattina mi sono alzata presto e mi sono recata a prendere qualcosa di speciale da portare ai ragazzi: stavolta ho voluto fare le cose in grande e gli ho portato il tiramisù per eccellenza di Roma (non posso fare pubblicità ma chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la capitale avrà certamente capito dove l’ho preso). Ovviamente hanno molto gradito! E non potrebbe essere altrimenti… Anche loro non li vedevo da parecchie settimane. Riabbracciarli è stata la solita, immensa gioia. Stare lì, chiacchierare di radio e qualsiasi altra cosa, è un qualcosa che per me non ha prezzo. Tutto l’oro del mondo non vale come e quanto Giorgio, Gabriele e Furio, almeno per la sottoscritta. Terminato il programma mi sono intrattenuta all’incirca per una mezz’oretta al bar con Alessia, una mia amica che lavora a Radio Capital, dopodiché uscita dalla radio ho iniziato il tour dei curriculum, ne avevo circa una decina da consegnare a mano ed ho iniziato con uno per un locale non molto distante dalla Cristoforo Colombo. Il giorno dopo invece ho deciso di trasformarmi in una lucertola, e mi sono recata ad Ostia a prendere un po’ di sole. Avrei fatto anche molto volentieri il bagno, però essendo da sola in spiaggia libera non avevo nessuno che potesse controllare i miei effetti personali, per cui ho dovuto rinunciare all’idea. Faceva un caldo assurdo, ho retto due ore, dopodiché non ce l’ho più fatta ed ho ripreso la strada per la città, non prima di essermi rifocillata (soprattutto di liquidi) in un bar. E meno male che me ne sono andata, perché quelle due ore sono bastate ed avanzate per ustionarmi per bene tutte quelle zone del corpo dove non sono riuscita a spalmarmi come si deve la crema protettiva. Quella notte ho fatto veramente una fatica enorme a trovare una posizione nella quale la pelle non sfregasse e/o non bruciasse. E questo scherzo, puntualmente, mi succede tutti gli anni. Non imparerò mai…

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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