DEBACLE

E’ da un secolo che in questo blog non si parla di sport. Potrei anche farne a meno, visti i disastrosi risultati ottenuti in questo 2009 sia dalla Juventus che dalla Ferrari, ma per dovere di cronaca mi sembra giusto, per quanto doloroso, rivangare gli ultimi mesi.

Partiamo dalla debacle più recente, ovvero quella della Juventus. Attualmente terza in campionato, cinque punti dietro l’Inter capolista e con un punto in meno del Milan, alternando prestazioni esaltanti a sconfitte clamorose sabato scorso ha battuto in casa proprio la capolista, una partita decisamente mal giocata da entrambe le squadre, particolarmente nervose. Martedì eravamo attesi dall’ultimo incontro del girone di qualificazione di Champions League. Di nuovo fra le mura amiche, ma stavolta contro il Bayern Monaco. Ci sarebbe bastato un punto, quindi un pareggio, per accedere come seconda del girone agli ottavi di finale. Ma la luce, ad un certo punto, si è spenta. Dopo essere passati in vantaggio si è verificato il black-out totale. E la beffa si è compiuta. Sconfitta per 4-1 e retrocessione in Europa League, quella che fino all’anno scorso si chiamava Coppa Uefa. Perdita economica stimata in 15-20 milioni di Euro. Perdita della faccia non quantificabile. Una delusione indescrivibile. In estate noi tifosi ci eravamo illusi di poter fare grandi cose: le amichevoli estive avevano mostrato una Juventus in grado di tener testa a chiunque. Dopo le prime partite, andate effettivamente bene, sono iniziati i problemi. Una sequenza di infortuni che in confronto l’anno scorso è stato niente; la mancanza totale di gioco e di schemi in campo; l’incapacità di gestire le situazioni di vantaggio, finendo col subire pareggi nei minuti di recupero o addirittra sconfitte (vedi partite casalinghe contro Bologna e Napoli). Era forse inevitabile subire la batosta. E come sempre in questi casi scatta la ricerca del colpevole: su chi scaricare le maggiori responsabilità?

Io credo che, paradossalmente, le colpe minori siano dei giocatori. Quando tanti di loro affermano di scendere in campo senza aver compreso quale sia il loro compito preciso, ed il capitano della nazionale italiana Cannavaro, calciatore con quasi vent’anni di carriera alle spalle, dice che non sono in grado di sopportare certe situazioni a livello psicologico, vuol dire che chi li dovrebbe motivare e dovrebbe insegnare loro gli schemi di gioco non c’è. E qui l’imputato non può che essere Ferrara. Mi spiace immensamente dirlo, perché è stato una colonna della nostra difesa per tanti anni, ma attualmente non è affatto in grado di guidare una grande squadra come la Juve. Manca di esperienza, e soprattutto di idee chiare. Ha cercato di imbastire una squadra camaleontica, che sapesse cambiare modulo in corso di partita, ma così facendo ha mandato in confusione i suoi uomini. Ed il risultato è che ciascuno va in campo e fa quello che crede. Ma anche i dirigenti non sono immuni dalle responsabilità. Hanno speso cinquanta milioni di Euro per acquistare Diego e Felipe Melo, che dove giocavano prima parevano dei fenomeni mentre qui improvvisamente sembrano diventati poco più che dei brocchi, mentre non hanno voluto investire su un allenatore degno di essere chiamato tale, preferendo ripiegare su una risorsa interna molto più economica, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti: a metà stagione siamo già fuori dall’Europa che conta. Qualcuno potrà obiettare: il campionato è ancora aperto, in fondo c’è stato il paracadute dell’Europa League (e vincere questa competizione sarebbe sicuramente meglio che uscire agli ottavi asfaltati dal Chelsea o dal Barcellona), e poi rimane sempre la Coppa Italia. Qualcosa di buono, in fondo, potrebbe ancora essere ottenuto. Ma io non ci credo. Io temo che questa Juve non andrà da nessuna parte, ed anzi, rischia di non arrivare nemmeno fra le prime quattro in classifica a fine stagione.

La Ferrari non è andata molto meglio quest’anno. Per un solo punto, a vantaggio della Mc Laren, non è riuscita ad agguantare il terzo posto nel mondiale costruttori, dovendo quindi fare a meno anche lei di una bella fetta di introiti derivanti dalla pubblicità, dalla federazione e da altre fonti. Tutti soldi che non potranno essere investiti per la vettura che si sta preparando per il 2010. E’ stata una stagione atipica: il fatto che le regole introdotte per incrementare lo spettacolo dessero adito a molteplici interpretazioni, ha fatto sì che abbiano dominato le scuderie i cui ingegneri hanno saputo insediarsi meglio nelle falle di questo regolamento. La Ferrari ha sicuramente sbagliato macchina, ma ha anche avuto sfortuna: era in ripresa quando, in Ungheria, la molla staccatasi dall’auto di Barrichello ha messo fuori causa Massa per il resto dell’anno. Badoer e Fisichella, i due piloti che si sono succeduti sulla sua vettura, non sono riusciti in sette gare a conquistare nemmeno un punto. Raikkonen, nonostante si sapesse che a fine stagione sarebbe andato via per cedere il volante ad un entusiasta Alonso, ha fatto il possibile, ma purtroppo non è stato sufficiente.

Il 2010 si spera sia ben diverso. Molte scuderie sono uscite dal circus, altrettante ne sono entrate. Le regole per l’anno prossimo paiono ben chiare ed inequivocabili. Ora alla presidenza della Fia non c’è più Max Mosley ma Jean Todt, colui che come team manager ha vinto tutto alla Ferrari insieme a Schumacher. E proprio Schumi si vocifera che possa tornare in formula uno al volante di una Mercedes, che pare gli stia facendo ponti d’oro per convincerlo. Io sono contenta dei piloti che avrà la Ferrari: Massa e Alonso promettono di essere una coppia che farà scintille, entrambi con temperamento latino e desiderosi di primeggiare. Però devo ammettere che se Schumacher accettasse l’offerta della Mercedes un po’ mi offenderei…

Krimi

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