LEGGENDE METROPOLITANE

Sto cercando di battere il record di tempo trascorso senza scrivere nulla sul blog… Credo che questo sia il mio primo post dell’anno, ed il fatto che arrivi quasi a fine gennaio è emblematico dello scarsissimo tempo libero che ho a disposizione!

Il 2010 è iniziato in maniera abbastanza tranquilla, tutto sommato. Sono reduce da una settimana di ferie trascorsa nella mia amatissima Roma, durante la quale ho visto gli amici (proprio tutti), fatto passeggiate, ed ho anche approfittato dei saldi. Ma non ho fatto unicamente acquisti a prezzo stracciato.

Forse in questa sede non ho mai scritto che, oltre a quella per Lucio Battisti, ho una passione totale per i Beatles. Anche questa me l’ha trasmessa mio padre. E qualche mese fa, dopo aver aperto un mutuo (poco ci mancava, vista la cifra), mi sono comprata il cofanetto contenente l’intera discografia rimasterizzata. Se penso che mio padre aveva tutti i vinili originali (compreso il “White Album”) e mia madre li ha maldestramente fatti finire nel’immondizia quando ero bambina…

La scorsa settimana, in una delle numerosissime librerie che ho girato, ho visto un libro che mi ha incuriosito. Poiché su questo fantastico complessino ancora non possedevo nulla di cartaceo, l’ho acquistato. E domenica, durante il viaggio in treno per tornare a Torino, ho divorato tutte le 350 pagine che lo componevano.

Questo libro parla della leggenda metropolitana che ha per protagonista Paul McCartney. Forse non tutti sanno che, secondo alcuni, il vero McCartney morì in un incidente stradale nel 1966, e fu successivamente sostituito da un suo sosia perfetto, che oltre ad essere identico fisicamente (aiutato da una serie di interventi di chirurgia estetica, ma ricordiamoci che si parla degli anni ’60) aveva la medesima voce, la stessa capacità di suonare gli strumenti da ambidestro, e soprattutto lo stesso talento nella composizione delle canzoni. Ora: io sono un tipo abbastanza credulone e lo ammetto, ma pensare che una cosa del genere possa essere successa davvero è fuori dalla mia portata. Leggendo il libro, nel quale vengono analizzati tutti i presunti indizi a sostegno o a discapito di questa teoria, emerge in maniera evidente che la storia è una bufala colossale, probabilmente ideata dagli stessi Beatles per farsi pubblicità e vendere più dischi. D’altronde è risaputo che John Lennon & C. fossero semplicemente dei geni…

C’è però un dettaglio che mi ha inquietato. Alcuni esperti hanno effettuato un confronto antropometrico tra alcune foto di McCartney scattate prima del 1966 ed altre sicuramente fatte dopo il 1967. In pratica sono stati analizzati i punti cardine della conformazione del suo cranio, per stabilire se la persona fotografata fosse la medesima. Ebbene, secondo questa perizia ci sono alcune discrepanze, anche abbastanza significative, fra la persona ritratta prima del 1966 e quella immortalata dopo il 1967, come se quest’ultima fosse stata sottoposta a profondi interventi di chirurgia estetica, peraltro inutili. Gli scettici sostengono che un simile test non sia attendibile, perché comunque nel corso degli anni la conformazione morfologica delle persone cambia, cosa che ho pensato anch’io; altri ancora dicono che le foto utilizzate per effettuare la perizia sono state taroccate.

Io resto della mia idea: è una leggenda metropolitana e tale deve essere considerata. Così come, a mio giudizio, Paul, John, George e Ringo sono stati, sono e saranno sempre una leggenda della musica.

Krimi

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Sempre con la valigia in mano, la passione è ciò che mi fa sentire viva.
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