IL CASO MORGAN

Questa settimana non si è quasi parlato d’altro. Mi sto riferendo a quello che potremmo chiamare “Il caso Morgan”. Partiamo dall’inizio.

In un’intervista rilasciata ad una nota rivista, Morgan, ex leader dei Bluvertigo nonché da tre anni a questa parte giudice di “X Factor”, ha ammesso di fumare regolarmente crack per combattere la depressione. Non l’avesse mai fatto… Tutti si sono scagliati contro di lui, e nel giro di pochissimo è arrivata l’esclusione dal Festival di Sanremo, al quale il cantante brianzolo avrebbe dovuto partecipare. Inizialmente ha ritrattato le dichiarazioni fatte in quell’intervista, poi ha ritrattato la ritrattazione, infine ieri sera è stato ospite a “Porta a Porta” per fare pubblica ammenda. Ma le porte della città dei fiori, per lui, resteranno comunque chiuse.

Ci sono varie cose che si possono dire sulla vicenda. Prima di tutto, in questo modo, si è fatto una gran pubblicità, volente o nolente, positiva o negativa che sia. Dal mio punto di vista, Morgan ha una personalità complessa, non ha avuto un’infanzia serena (questo lo ha dichiarato lui in diverse altre interviste) e sta ancora cercando il suo equilibrio. Ovviamente aver creduto di trovarlo nelle sostenze stupefacenti è un madornale errore, e la cosa che non mi è chiara è se lui se ne è reso effettivamente conto oppure no. E’ ovvio però che andrebbe aiutato a liberarsi da questa sua dipendenza.

Detta questa enorme banalità, ovvero che la droga fa male, non condivido la decisione dei vertici Rai di escluderlo dal Festival, anche se in realtà la cosa potrebbe non essere neppure così dannosa, dato che negli ultimi anni la kermesse sanremese è in evidente declino sotto tutti gli aspetti. Non la condivido per un semplice fatto di ipocrisia. Morgan fuma crack e lo ammette; ma quanti suoi colleghi fanno altrettanto o addirittura di peggio, ma se interpellati sull’argomento negano spudoratamente, e cercano di coltivare un’immagine pulita ed immacolata per tenersi aperte tutte le porte? Meglio Povia, che sostiene che l’omosessualità sia una malattia? Vogliamo ricordarci del servizio delle Iene di circa tre anni e mezzo fa, che nonostante non sia mai andato in onda intendeva dimostrare che un terzo dei membri del Parlamento italiano fa uso di sostanze stupefacenti? A loro però governare il nostro paese è permesso, ed i risultati si vedono direi.

Io auguro sinceramente a Morgan di riuscire a risolvere al più presto i suoi problemi di dipendenza, anche se non impazzisco per la sua musica lo ritengo comunque un grandissimo artista; ed invito anche chi di dovere a farsi un bell’esame di coscienza, perché se davvero volessero bandire tutti coloro che sono in quella situazione, allora il Festival dovrebbero sospenderlo.

Krimi

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Una risposta a IL CASO MORGAN

  1. Anonimo ha detto:

    ciao krimi , per quello che vale la nostra opinione morgan ha fatto la sua scelta.
    darsi in pasto alla stampa e lui lo sapevva già visto che ci bazzica la decisione della rai è giusta perche devono salvare la faccia tanto chi ne fà di peggio non viene neanche considerato facciano come mèglio credono ciao

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