DIFFIDATE GENTE, DIFFIDATE

Avete mai provato a cercare informazioni su lavori da fare a casa tramite internet nei ritagli di tempo, per arrotondare lo stipendio a fine mese? Io sì, lo faccio regolarmente. Ed ancora adesso, dopo anni, mi illudo di trovare qualcosa di serio, che non dico mi faccia diventare milionaria, ma almeno mi permetta di togliermi qualche sfizio in più. Purtroppo però fino ad oggi mi sono sempre imbattuta in grandi delusioni. Come qualche mattina fa.

Essendo iscritta a numerosi siti di offerte di lavoro, ricevo regolarmente una serie di newsletter. Di recente in una di queste ho trovato l’annuncio di una ditta chiamata Evolife che offre, appunto, un lavoro da fare a domicilio tramite pc. Dopo aver compilato un form mi è stato mandato via e-mail il link ad una presentazione video dove viene illustrato il funzionamento del multilevel marketing (senza però parlare mai del tipo di prodotti che questa azienda tratta). Incuriosita, ho deciso di farmi contattare per fissare un colloquio. Il responsabile mi ha prontamente richiamato, mi ha chiesto se avevo visto il video, ma alla mia domanda sul settore di competenza ha risposto in modo evasivo. Ho comunque voluto andare fino in fondo, e così mercoledì mattina mi sono alzata alle 6.15 per poter essere alle 10 ad Alessandria, presso l’ufficio di questo tizio, ad approfondire il discorso. Dopo avermi praticamente ripetuto parola per parola il contenuto del video, finalmente i nodi sono venuti al pettine e mi ha rivelato di cosa si occupano: la distribuzione dei prodotti Herbalife. Credo di aver fatto una faccia indescrivibile quando me l’ha detto. E’ l’ennesima volta che mi imbatto in questa azienda, sembra una persecuzione. Un sacco di persone hanno tentato di farmici entrare, mi hanno portato anche ad un paio di meeting dove sembrano tutti appartenenti ad una setta da tanto sono invasati. E senza esserne consapevole, ho assunto dei loro prodotti che mi hanno fatto stare molto male (ho scoperto solo successivamente che erano cibi preparati con i loro presunti integratori miracolosi). Come potrei, quindi, tentare di rifilare ad amici e parenti un qualcosa che a me ha nuociuto? E’ impensabile. Eppure di gente che non si fa scrupoli ce n’è tanta, eccome. Il meccanismo è sempre il solito: con un investimento iniziale di circa 135 Euro ricevi il codice per vendere e comprare al prezzo all’ingrosso, poi inizia il reclutamento dei sottoposti, e più gente fai entrare, più guadagni perché ti viene riconosciuta una percentuale sul fatturato. Ma vendere non è mica così semplice, soprattutto in un periodo di crisi come questo. E poi, siamo davvero sicuri della qualità di questi prodotti? Basta fare una piccolissima ricerca su internet per scoprire che possono essere molto pericolosi. Danno assuefazione, e possono provocare gravi scompensi. Insomma, io con questa azienda non voglio avere proprio nulla a che fare.

Una delle cose che più mi ha deluso è che al telefono, prima ancora di fissare il colloquio, avevo detto al responsabile di avere già avuto in passato esperienze negative con aziende che praticano multilevel marketing, facendogli proprio il nome di Herbalife. E lui si è guardato bene dal dirmi che lavorano per loro. Quando poi gli ho fatto presente di essere stata male dopo aver consumato il loro beverone, è riuscito a dirmi che sicuramente avevo sbagliato io ad utilizzarlo. Non solo: ha aggiunto che se rivelassero subito di essere distributori di questa azienda, tutti gli metterebbero immediatamente giù la cornetta. Chissà come mai, visto che questi signori non hanno nemmeno il coraggio di presentarsi con il loro nome e si trincerano dietro altre società, presumibilmente fittizie. Perché questo non è nemmeno l’unico caso.

In una delle già citate newsletter a me pervenute avevo trovato un altro annuncio interessante, riconducibile ad una ditta chiamata Ibevolution. Stavolta però prima di approfondire direttamente tramite il link che mi avevano mandato ho fatto la mia solita ricerchina sul web, e cosa ho scoperto? Che anche loro si occupano della commercializzazione dei prodotti Herbalife, cosa confermata nella presentazione sul sito, che sono poi andata a vedere per verificare l’attendibilità di ciò che avevo letto. Cosa non si farebbe per qualche euro in più…

In conclusione, quello che voglio dire è semplicemente questo: se cercate un lavoretto da fare a domicilio tramite internet state molto attenti a quali ditte contattate, perché nella maggior parte dei casi sono tutte quante sottoposte di una sola, che evito di rinominare per non farle ulteriore pubblicità. Se proprio cercate un piccolo guadagno extra, iscrivetevi ai siti di sondaggi: ci vuole tempo e pazienza, ma lì alla fine fra buoni sconto, ricariche del cellulare e quant’altro, qualcosina si raggranella davvero. Non sono cifre esorbitanti, ma come si dice: un soldo risparmiato è un soldo guadagnato…

Krimi

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415 risposte a DIFFIDATE GENTE, DIFFIDATE

  1. Mauro ha detto:

    ah dimenticavo, elisa e paola sono la stessa persona, questo per chi legge ovviamente, sa che questo blog a commento inserito non manda notifiche, è singolare la tempistiche dei volstri post:
    elisa (8 Giugno 2013, 10:40)
    PAOLA (8 Giugno 2013, 10:45)

    incredibile, siete sul blog lo stesso giorno, alla setessa ora senza notifiche, fai una cosa, almeno fai passare qualche ora tra un post ed un altro perchè in rete non sono tutti stupidi, sveglia

  2. PAOLA ha detto:

    11:35 e 11:42 in data 18 aprile… controlla mauro……avete scritto tu e angel devil……siete anche voi la stessa persona?SCUSA ANGEL DEVIL SE MI SONO PERMESSA NON C’è L’Hò CON TE era solo per far capire a mauro che io sono paola e basta visto che vuole insinuare che io e elisa siamo la stessa persona……sai mauro forse qualcosa ti da fastidio?magari perchè qualcuno oltre a me a parlato male della tua cara azienda?ma poi….che caspita di prove vuoi?e con che diritto?ognuno scrive cio che vuole e poi chi vuole ci mette a faccia….tu metticela fin che vuoi.

  3. Mauro ha detto:

    a me da fastidio cosa? te che in anonimato continui a postare scemenze? ma figurati, tengo solo a sottolineare la completa fanfalucca che state cercando di mettere su con gli stessi argomenti da anni… io voglio prove? certo, se si dice che un medico ha sconsigliato i prodotti è un diritto averne la prova se no non scrivetele neanche ste cose anche perchè sappiamo tutti che sono barzellette inventate… e per ultimo, sul metterci la faccia cara paola, veronica, silvia, giovanni, giuseppe ecc,, ecc..ecc.. lo sappiamo che non lo farai/farete mai, e fino ad allora tutto ciò che scrivi/scrivete non ha nessuna valenza… in ogni caso anche se cambi nome quando posti si vede, ribadisco, in rete non sono tutti betè

  4. plinio ha detto:

    Tanto citare dei dati concreti, in Herbalife network marketing l’85% delle commissioni viene divisa tra lo 0,76% dei distributori,il dato viene citato nella causa intentata contro Herbalife perché presenta le caratteristiche dello schema Ponzi o catena di sant’antonio, detta all’ Italiana.
    devo ammettere che hl si qualifica la migliore tra le peggiori visto che il guadagno medio è di circa 200 euro lordi annui.
    Ma tutti felici e contenti he!!
    Orsu dateci dentro con ilcoglionediplinio poi sono io la colpa, mah!

    comunque: http://mlm-thetruth.com/research/mlm-statistics/shocking-stats/
    sono curioso di vedere se anche qui date le risposte come su credivel.

  5. ilcoglionediplinio ha detto:

    Demenza Senile – Alzheimer
    demenza senileSi parla di demenza senile quando si ha una perdita di memoria collegata alla perdita di capacità cognitiva che portano al peggioramento dei rapporti sociali.
    Una delle cause che portano alla demenza senile è l’Alzheimer, una malattia progressiva che inizia con piccole perdite di memoria e porta ad una grave perdita di capacità cognitive e ad una atrofia cerebrale. Le persone colpite da questo tipo di demenza senile possono sopravvivere anche una decina di anni dopo la comparsa della malattia. Con il progredire del morbo le persone perdono la capacità di muoveri automonamente e di comunicare con gli altri.

    La malattia di Alzheimer è dovuta alla distruzione dei neuroni ed è accompagnata da una perdita di acetilcolina nel cervello: la conseguenza di questa perdita è l’impossibilità del neurone di trasmettere impulsi nervosi.

    Non esitono categorie più a rischio di ammalarsi di Alzheimer, anche se sembra che le persone più istruite corrano un rischio minore di ammalarsi. I ricercatori hanno confrontato soggeti che presentano la malattia con persone sane, riuscendo a identificare alcuni fattori di rischio:

    età: tra coloro che hanno superato i 65 anni di età si ammalano di Alzheimer circa una persona su venti, mentre al di sotto di tale età la probabilità di ammalarsi è di una su mille. E’ importante precisare che nonostante che con l’avanzare dell’età le persone tendano a perdere la memoria, la maggior parte degli ultra ottantenni sono intelletualmente integri, perciò la vecchiaia non è di per se la causa della demenza senile.
    alzheimersesso: alcuni studi hanno portato alla luce che la malattia di Alzheimer colpisce maggiormente donne; questo però è anche da ricercare nel fatto che le donne hanno una vita media più lunga, quindi a parità di età la malattia dovrebbe essere equamente suddivisa tra i due sessi.
    fattori genetici: in un numero limitato di famiglie (forse una decina in tutto il mondo) la demenza senile è dovuta a una malattia genetica dominante. I membri di queste famiglie ereditano il gene che causa tale malattia, e presentano la demenza senile già in giovane età (cioè tra i 35 e i 60 anni). E’ stato scoperto infatti che il gene 21 (quello che causa anche la sindorme di Down) è collegato al morbo di Alzheimer.
    traumi cranici: si ritiene che una persona che ha ricevuto un violento colpo alla testa possa essere soggetta all’Alzheimer, soprattutto se questa persona ha già superato i 50 anni, presenta il gene apoE4 nel suo corredo genetico e ha perso conoscenza dopo il trauma.

    E’ importante sottolineare che tutti siamo soggetti a richio di contrarre la demenza senile, anche se è stato dimostrato che un gene che si trova nel cromosoma 19 (apoE4) rende più probabile il manifestarsi della malattia. Non si tratta di una causa della malattia ma di una maggiore probabilità, infatti solo la metà degli ammalati di Alzheimer ha la apoE4 nel proprio corredo genetico, e non tutti quelli che la hanno sono ammalati di demenza senile.

    Non esiste un esame specifico per la diagnosi dell’Alzheimer, ma si arriva alla diagnosi dopo un attento esame delle condizioni fisiche e mentali della persona. Il malatto probabilmente verrà sottoposto a una visita per valutare i problemi di memoria, linguaggio e attenzione e verranno effettuate analisi delle urine e del sangue per escludere il fatto che la demenza sia dovuta ad altre malattie.

    cervello

    Esistono inoltre alcune analisi di laboratorio capaci di tenere sotto controlla l’attività cerebrale:

    Risonanza magnetica: permette di ottente un’immagine particolareggiata della struttura del cervello. Sovrapponendola ad una ottenuta a diversi mesi di distanza mostra i cambiamenti nella struttura dell’encefalo.
    TAC: misura lo spessore di una determinata parte del cervello che si assottiglia negli ammalati di Alzheimer
    SPECT: misura il flusso del sangue nel cervello, che nei malati di Alzheimer è minore rispetto ai soggetti sani
    PET: può evidenziare cambiamenti nel funzionamento del cevello del malato di Alzheimer.

    Non esiste alcun farmaco in grado di prevenire o curare la demenza senile, anche se esistono alcuni farmaci che possono alleviare alcuni sintomi come l’agitazione, la depressione, l’insonnia, le allucinazioni; questi farmaci comunque sono efficaci sono per un numero limitato di paziente e per un periodo limitato, e portano a numerosi effetti indesiderati.

  6. plinio ha detto:

    Come al solito risposte non ne danno, una lettura tra le tante peste e corna su gli herbaliani : http://www.vice.com/it/read/herbalife-italian-summit-2012.
    Tra le altre cose si nomina tra i commenti un certo personaggio educatissimo che ci mette pure la faccia e a volte no e che minaccia denunce a destra e a manca se si dovesse praticare una qualsiasi censura antispam, chi lo conosce boh?
    Ah a proposito quale quesito sarà mai la domanda del tipo: quanti sono i consulenti in Italia e a quanto ammonta il loro fatturato?
    Non per essere ripetitivo ma sembra che nel 2012 la Sardegna abbia vinto la bandiera dei maggior adepti caduti nella rete guarda caso dove è maggiore la disoccupazione, parenti e amici felici di fare l’elemosina forse sta di fatto che comunque: http://mlm-thetruth.com/research/mlm-statistics/shocking-stats/ ciao ciao.
    mi scusassero tanto gli utenti di questo discutitoio ciao.

  7. ilcoglionediplinio ha detto:

    L’integrazione alimentare
    Il quadro normativo
    La direttiva europea 2002/46/CE e il suo recepimento in Italia

    Il settore degli integratori alimentari è regolamentato a livello europeo dalla direttiva 2002/46/CE del 10 giugno 2002, nata con lo scopo sia di assicurare un elevato livello di tutela della salute pubblica, sia una circolazione libera di questi prodotti all’interno dell’Unione Europea, garantendo che gli integratori abbiano un’etichettatura adeguata e appropriata.
    Secondo la direttiva per integratori alimentari si intendono “prodotti alimentari destinati ad integrare la Dieta normale e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, sia monocomposti che pluricomposti”. Sono presentati in forma di tavolette, capsule, compresse, bustine di polveri, fiale di liquidi, flaconcini e flaconi a contagocce ed altre forme similari di liquidi e polveri per fornire un apporto predefinito di nutrienti e/o sostanze ad effetto fisiologico.
    Due sono gli elementi che risultano di massima rilevanza ai fini di una definizione del settore. In primo luogo la definizione di integratore, dove emergono quattro punti salienti:

    gli integratori alimentari sono alimenti e quindi regolamentati come tali e perciò soggetti a tutte le regole e norme applicabili agli alimenti;
    lo scopo di questi prodotti è di supplementare, integrare la Dieta normale;
    gli integratori alimentari sono fonti concentrati di nutrienti o altre sostanze con effetto nutrizionale (ad esempio vitamine, minerali ecc.) o fisiologico (ad esempio estratti vegetali), da soli o in combinazione;
    gli integratori vengono commercializzati in forme predosate, e cioè pianificati per essere assunti in piccole quantità misurabili e misurate.

    In secondo luogo perché riconosce il possibile ruolo fisiologico degli integratori (inteso come un effetto “salutistico” volto a contribuire specificamente al benessere dell’organismo su base non nutrizionale, senza obiettivi di cura) e perché allarga il quadro dei componenti dalle vitamine/minerali ad una più vasta gamma che comprende anche determinati derivati vegetali. Non a caso infatti la direttiva include il seguente punto: “esiste un’ampia gamma di sostanze nutritive e di altri elementi che possono far parte della composizione degli integratori alimentari, ed in particolare, ma non in via esclusiva vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi, fibre ed estratti di origine vegetale”.

    In Italia la normativa è stata recepita e attuata con il decreto legislativo n. 169 del 21 maggio 2004, che ha normalizzato il ruolo e la finalizzazione degli integratori alimentari parallelamente alla profonda evoluzione che si è andata affermando al riguardo.
    Secondo la definizione adottata nel recepimento della direttiva europea, gli integratori sono “prodotti alimentari destinati ad integrare la comune Dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali vitamine e minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate” (DLG 21 maggio 2004 n. 169 art. 2).

    Per predosate si intendono “le forme di commercializzazione quali capsule, pastiglie, compresse, pillole, gomme da masticare e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce e altre forme simili di liquidi e di polveri destinati ad essere assunti in piccoli quantitativi unitari”. Questo significa che il consumatore ha un’indicazione precisa su quante pastiglie, capsule, gomme da masticare, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale deve assumere in quantitativi unitari.

    Si tratta di una definizione molto semplice ma assente prima del 2002: in Europa mancava infatti un riconoscimento di tipo giuridico per questi prodotti che adesso è stato definito e inquadrato con una normativa che è specifica proprio per gli integratori.

    In linea con le normative vigenti l’integratore deve quindi assicurare:

    sicurezza d’uso, in termini di tipologia e concentrazione delle sostanze utilizzate, nonchè per gli aspetti legati all’area dell’igiene e contaminanti.
    funzioni e modalità d’uso: l’integratore deve caratterizzarsi per il suo effetto nutritivo e fisiologico, che deve essere legittimato da validi presupposti scientifici.

    Tali punti sono molto importanti perché rappresentano un elemento informativo essenziale per orientare nelle scelte e favorire corretti comportamenti da parte dei consumatori in funzione delle specifiche esigenze individuali. Per risultare utile in tal senso deve necessariamente riguardare lo specifico effetto coadiuvante che il prodotto è in grado di svolgere:

    corrispondenza tra valori dichiarati e quelli effettivamente riscontrabili, per quanto riguarda i contenuti delle sostanze ad attività nutritiva o fisiologica utilizzate, per il periodo di shelf-life del prodotto, tenendo conto degli intervalli di tolleranza analitica ammessi dalla normativa nazionale.
    composizione, supportata da un adeguato razionale scientifico che correli le sostanze ad attività nutritiva o fisiologica contenute all’effetto nutritivo o fisiologico attribuito al prodotto
    chiarezza delle informazioni in etichetta, in termini di composizione, attività svolta dal prodotto ed eventuali avvertenze, in linea con i requisiti di etichettatura del DLG 169/2004 e con le circolari emanate in materia.

    La Direttiva rappresenta solo un primo passo nel processo di armonizzazione normativo in quanto si limita a considerare vitamine e minerali, mentre per le altre sostanze si attende a breve la definizione di regole specifiche. Contiene infatti l’elenco delle vitamine e dei minerali consentiti, con le relative fonti, ma lascia facoltà agli Stati Membri di prevedere delle deroghe, seppure transitorie, sia per vitamine e per minerali non contemplati, che per fonti vitaminico-minerali.
    La possibilità di deroghe è subordinata alle seguenti condizioni:

    vitamine, minerali o fonti vitaminico-minerali non previsti devono essere utilizzati in uno o più integratori alimentari presenti sul mercato comunitario alla data della sua entrata in vigore;
    non deve comunque intervenire un parere negativo dell’EFSA per l’oggetto della deroga

    In Italia, avvalendosi di tale possibilità è stato emanato il decreto ministeriale 17 febbraio 2005 che ammette, conformemente alle condizioni indicate, alcuni minerali e varie fonti vitaminico-minerali (per quanto concerne le vitamine non se ne individuano di diverse rispetto a quelle già contemplate) e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico.

    La direttiva comunitaria non stabilisce i livelli di apporto vitaminico-minerali ammessi. Si limita ad indicare le modalità per procedere in tal senso, basate fondamentalmente sulla definizione dei livelli tollerabili risultanti da una valutazione dei rischi più che sui livelli di assunzione risultati nutrizionalmente adeguati.
    Il processo di definizione degli apporti sicuri, partendo dalle valutazioni del Comitato Scientifico dell’alimentazione dell’UE e poi dell’EFSA, è tuttora in corso.
    Per gli altri costituenti nutritivi diversi dalle vitamine e dai minerali e per i costituenti ad effetto “fisiologico”, invece, è previsto che la Commissione UE presenti al parlamento del Consiglio Europeo e al Consiglio, una relazione sull’opportunità di stabilire norme specifiche, se del caso, elaborare elenchi positivi.
    La direttiva quindi, pur avendolo solo avviato, ha già prefigurato un piano d’azione volto ad una progressiva e completa armonizzazione del settore.

    Il decreto legislativo 169/2004, per colmare nel frattempo, ove possibile, la carenza di parametri tecnico-nomativi comunitari, applicabili alle sostanze diverse da vitamine e minerali, eleva a riferimento normativo le Linee Guida ministeriali sugli integratori per i punti non ancora armonizzati e pone le basi per un programma nazionale di interventi finalizzato ad elevare il livello di tutela del settore.

    Prima del 2002, in assenza di una normativa comunitaria, la gestione del Ministero della Salute, con l’istituto della notifica – anticipando le disposizioni comunitarie – ha permesso di controllare lo sviluppo di questo comparto e di operare correttamente a tutela del consumatore. Di fatto il Ministero della Salute italiano ha anticipato quello che ha previsto la direttiva 2002/46, in modo da controllare, dal punto di vista tecnico normativo e anche sanitario, questo importante settore.

    La procedura di notifica

    La procedura di notifica non è da intendersi come un fatto formale, ma ha da sempre rappresentato un valido sistema per accertare l’idoneità della composizione e delle indicazioni degli integratori. Pur comportando il solo onere della trasmissione dell’etichetta del prodotto al momento dell’immissione sul mercato, non esonera le imprese interessate dal tenere a disposizione tutta la documentazione necessaria a supportare le proprietà di un dato prodotto.
    Il Ministero, infatti, ove ne ravvisa l’esigenza, chiede specifica documentazione su:

    razionale alla base della composizione del prodotto stesso
    sui diversi costituenti (valutati non solo singolarmente ma anche per la possibilità di effetti tra loro interferenti),
    sulla adeguatezza delle quantità di assunzione consigliate sui metodi di analisi
    sulla sicurezza d’uso (compresi gli aspetti relativi alla purezza e alla presenza di specifici contaminanti).

    Livelli di assunzione massima giornaliera dei nutrienti

    Per quanto riguarda i livelli di assunzione massima giornaliera dei nutrienti, l’orientamento comunitario è quello di assumere come riferimento generale livelli entro i limiti di sicurezza (upper safe level: UL), pur tenendo in considerazione le RDA (recommended dietary allowances); infatti l’assunzione di vitamine e minerali in quantità eccessive può dar luogo a reazioni avverse per la salute e, proprio per questo motivo, verranno fissati i livelli massimi che possono essere contenuti negli integratori alimentari in condizioni di sicurezza; tali livelli dovrebbero garantire che il normale uso del prodotto nelle modalità indicate dal produttore non comporti rischi per il consumatore.
    I livelli quantitativi massimi di vitamine e minerali presenti negli integratori alimentari per ogni dose giornaliera raccomandata dal produttore verranno stabiliti tenendo conto sia dei livelli tollerabili di vitamine e minerali risultanti da valutazione dei rischi condotti nell’ambito di studi scientifici riconosciuti, sia dall’apporto di vitamine e minerali da altre fonti alimentari.

    Per il momento in Italia i livelli massimi ammessi sono riferiti principalmente alle RDA (recommended dietary allowances) considerando i fabbisogni giornalieri raccomandati per la popolazione italiana.

    Qualità e sicurezza degli stabilimenti

    Sempre nell’ambito della qualità e della sicurezza, bisogna ricordare che gli stabilimenti nazionali di produzione e/o confezionamento degli integratori alimentari devono essere preventivamente autorizzati dal Ministero della Salute . Si tratta di una particolarità che, storicamente, viene utilizzata per i prodotti dietetici e per gli integratori e che è peculiare solo a livello nazionale. Il Decreto Ministeriale 23/2/06 che elenca i requisiti tecnici e i criteri generali per l’abilitazione alla produzione e al confezionamento di integratori alimentari, come pure il Decreto del 28/2/06 relativo alle procedure del rilascio dell’autorizzazione definitiva per la produzione e il confezionamento di integratori a base di soli ingredienti erboristici (*), non rappresentano per AIIPA una novità perché, tra i propri associati, ci sono aziende che storicamente avevano gli stabilimenti autorizzati ai sensi della normativa del dietetico, quindi l’entrata in vigore del DM 169 non ha cambiato nulla. L’autorizzazione per la produzione e/o il confezionamento è rilasciata previa verifica della sussistenza delle condizioni igienico-sanitarie, dei requisiti tecnici e della disponibilità di un idoneo laboratorio per il controllo dei prodotti. La verifica è effettuata dal Ministero della Salute con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, attraverso un sopralluogo ispettivo che coinvolge anche i rappresentati della ASL competente per il territorio.

    Etichettatura

    Per quanto riguarda l’etichettatura deve essere chiara e trasparente; norme regolatorie sono previste nel decreto 169 e altre sono state aggiunte dal Ministero della Salute sotto forma di circolari. Sulle problematiche ascrivibili alla possibilità di reazioni avverse, non contemplate nelle informazioni contenute nell’etichettatura, esistono indicazioni precise del Ministero che, per determinate tipologie di erbe, prevedono che chi le commercia riporti delle avvertenze particolari.

    Nelle Linee Guida si afferma infatti che “nell’ambito della sorveglianza post marketing, per elevare il livello di tutela della salute, è opportuno che le imprese segnalino al Ministero della Salute, qualora ne venissero a conoscenza, eventuali costituenti responsabili di reazioni avverse o di possibili interazioni con farmaci di rilevanza tossicologica”. Il problema delle reazioni avverse sottintende un lavoro comune tra l’autorità sanitaria e le aziende che porta a definire esattamente questo tipo di casistiche. E’ vero che esistono delle liste approntate dal Ministero sulle erbe ammesse e non, ma questo non significa che non si possano presentare dei problemi sporadici, come è successo in passato e, in questi casi, si attivano sia il Ministero che l’Istituto Superiore di Sanità che forniscono indicazioni molto precise agli operatori.
    Poiché stiamo parlando di integratori e non di farmaci (privi quindi di foglietti illustrativi) le indicazioni obbligatorie devono comparire ben chiare in etichetta. Tutti questi prodotti, prima dell’immissione in commercio, sono comunque notificati al Ministero che è in grado di monitorare le varie situazioni, incluso ciò che le aziende scrivono in etichetta; se tutto è regolare, le aziende hanno da parte delle autorità una sorta di “silenzio-assenso” in caso contrario il Ministero segnala all’azienda le variazioni che possono essere attuate (se non riguardano la sicurezza) in tempi compatibili. Se da parte dei produttori emergono dei punti in contrapposizione, o perché non in accordo, o perché le aziende dispongono di altri dati da presentare, si apre il dialogo con il Ministero.

    Gli integratori a base di erbe (*)

    Come conseguenza dell’evoluzione normativa indicata, si evidenzia che i prodotti con ingredienti di tipo “ erboristico” di preparazione industriale, se assoggettati alla legislazione alimentare per una valenza salutistica e non terapeutica, ricadono all’interno degli integratori.
    Tutti coloro che operavano nel settore erboristico, ma non ancora in quello dietetico, sono dovuti entrare in questo complesso di normative.
    Le principali associazioni italiane hanno varato un codice di autoregolamentazione in materia di inquinanti e contaminanti, con l’obiettivo di garantire maggiore qualità e sicurezza delle materie prime vegetali e del prodotto finito. Essendo impiegato ai fini di un’integrazione non semplicemente nutrizionale ma funzionale, l’integratore vegetale deve rispondere a precisi criteri di qualità e sicurezza. Il Codex Herbarum rappresenta così un primo compendio di autoregolamentazione, che definisce i limiti massimi dei contaminanti per materie prime e derivati vegetali. E’ stato reso noto dopo oltre un anno di lavori coordinati dal gruppo interassociativo istituito ad hoc nel 2004; un gruppo che comprende AIIPA, Assorbe, Confartigianato, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media Industria (CNA) e Federsalus. L’approvazione del Codex Herbarum va inserita in un processo ampio dove la prima esigenza è stata quella di possedere un riferimento unico e uguale per tutti in tema di contaminanti, là dove mancavano riferimenti specifici.

    Lo stesso Ministero della Salute ha di recente pubblicato il documento, rivisto e aggiornato, “Linee guida: documentazione utile a supporto degli integratori alimentari con ingredienti erboristici”. Tale documento specifica la documentazione che può essere richiesta alle aziende in seguito alla notifica di etichetta di integratori alimentari con ingredienti erboristici (Dl. 169/2004 art. 10 par. 4) sottolineando comunque che l’attuale normativa pone la responsabilità della sicurezza alimentare a carico degli operatori del settore. Viene evidenziato che la legislazione vigente permette l’uso negli integratori solo di ingredienti “erboristici” che abbiano fatto registrare un uso “significativo” tale da deporre a favore della sicurezza, in caso contrario si parla di ingredienti “nuovi” e pertanto si rende necessaria una preventiva autorizzazione (Re. 258/97/CE) per accertare la sicurezza. Quindi, all’occorrenza, l’uso tradizionale va documentato con elementi idonei relativi all’attività tradizionalmente riconosciuta. Si evidenzia poi la necessità di accertare e garantire qualità e sicurezza d’uso per qualunque ingrediente erboristico, anche se derivato da materie prime di lunga tradizione d’uso, soprattutto per l’evoluzione tecnologica che si è avuta nella loro preparazione. Si rileva anche la possibilità che vengano richiesti dati, quali la provenienza, il sito e il periodo di raccolta per gli ingredienti, mentre per il prodotto finito, documentazione relativa agli effetti fisiologici rivendicati nonchè il razionale alla base della composizione del prodotto.

    Pubblicità e corretta informazione: integratori alimentari e claims

    La pubblicità degli integratori è soggetta secondo le norme vigenti a due divieti fondamentali:

    il divieto di ingannevolezza (art. 2 e 3 DL 74/1992), ribadito nella specifica materia alimentare, dall’art. 2 del DL 109/1992
    il divieto di attribuire al prodotto proprietà atte a prevenire, curare o guarire malattie (art. 2 DM 109/1992), ribadito nel contesto della normativa specifica sui prodotti destinati a un’alimentazione particolare (art. DL 111/1992) e di quella sugli integratori alimentari (art. direttiva 2002/46/CE). In particolare, per quanto riguarda gli integratori proposti per il controllo o la riduzione del peso, l’eccessiva enfasi sul valore della magrezza e sul ricorso generalizzato a prodotti e/o pratiche dimagranti è da considerarsi un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare e di quadri di squilibrio nutrizionale passibili di evolvere in condizioni patologiche.

    Quindi per quanto riguarda pubblicità e corretta informazione bisogna rifarsi alle raccomandazioni del Ministero della Salute del 2003 che si riferiscono, in modo specifico, a quella parte di integratori erroneamente definiti “dimagranti”, anziché coadiuvanti delle diete ipocaloriche per il controllo del peso. Esiste poi nel Codice di Autodisciplina Pubblicitaria uno specifico regolamento per la pubblicità degli integratori alimentari proposti per il controllo o la riduzione del peso che regolamenta la pubblicità di questi prodotti.
    Ma anche in questo campo la grande rivoluzione è avvenuta con l’approvazione del Regolamento europeo sui claims nutrizionali e salutistici per tutti gli alimenti, compresi gli integratori (2006). Questo regolamento fornisce regole in base alle quali è possibile dichiarare che l’alimento è, per esempio, ricco di fibra, ricco di alcuni nutrienti, ecc. o le funzioni riguardanti la crescita, lo sviluppo e il benessere in generale; mentre per l’area dei claims di tipo preventivo che si spinge alla riduzione di rischi di malattie, le indicazioni devono essere sottoposte ad autorizzazione preventiva. E’ questa una parte importantissima di legislazione in ambito alimentare che attualmente è molto sentita perché l’offerta di prodotti che comunicano al consumatore le loro proprietà benefiche, rappresenta oggi un mercato in evoluzione.

    In questo regolamento si parla anche di claims sulla riduzione del peso, nel senso che non sarà possibile fare riferimento alla quantità di peso che si può perdere, come pure alla velocità di perdita del peso; a determinate condizioni si può, invece, fare claims sul controllo del peso, sul senso di sazietà, sul rallentamento dell’assorbimento di energia. Anche in questo caso c’è quindi una regolamentazione a cui fare riferimento.

    L’attuazione del Regolamento europeo 1924/2006 da parte delle aziende facenti parte di AIIPA – Divisione Integratori Alimentari, conferma l’impegno nel riportare in etichetta indicazioni chiare, scientificamente e generalmente accettate, in modo da consentire scelte consapevoli da parte del consumatore finale. Anche se siamo di fronte ad un consumatore più evoluto che meglio conosce il ruolo e i benefici dell’integrazione alimentare, l’applicazione del nuovo regolamento europeo permette di fare maggiore chiarezza.
    Il regolamento si pone infatti i seguenti obiettivi:

    garantire un elevato livello di tutela dei consumatori, vietando di attribuire ai prodotti alimentari caratteristiche nutrizionali e sulla salute non scientificamente provate
    favorire un migliore funzionamento nell’ambito del mercato interno comunitario
    aumentare la certezza giuridica e concorrenza leale tra gli operatori
    promuovere e tutelare l’innovazione

    I nuovi claims non possono quindi essere ambigui o fuorvianti, né suscitare dubbi sulla chiarezza e sull’adeguatezza nutrizionale di altri alimenti; non potranno incoraggiare o tollerare il consumo eccessivo di un alimento, né affermare che una Dieta varia ed equilibrata non sia in grado di fornire quantità adeguate di tutte le sostanze nutritive e, infine, non potranno riferirsi a cambiamenti delle funzioni corporee capaci di suscitare timore nel consumatore.

    L’obiettivo generale del regolamento e di AIIPA è in sintesi quello di garantire maggiore trasparenza e chiarezza nella comunicazione al consumatore, ribadendo e ricordando che gli integratori sono prodotti alimentari e non farmaci.

  8. plinio ha detto:

    L’obbiettivo di dare risonanza legale agli integratori svia le domande principali che vi vengono poste non solo da me Plinio ma anche da altri utenti nonché dietologi nutrizionisti e parlo di persone serie non vendute. Per avere certezza sulla qualità dei prodotti che qui si discute basta andare su pudmet e digitare il nome herbalife.
    In fin dei conti le direttive europee ci sono anche per il tabacco e tantissimi altri prodotti, a volte tossici.
    Caro se togli “Plinio” dal tuo nick cosa ti resta?
    In ogni caso per avere il benestare del ministero della salute bastano tre dico tre fotocopie dell’etichetta nessun controllo chimico.
    Vorrei altre si sapere qual è la differenza tra un bel mandarino una mela una bistecca o un integratore, le vitamine del mandarino sono appunto NATURALI quelle dell’integratore vengono sintetizzate cosa che le rende meno assimilabili dal nostro corpo mettendo alcuni organi sotto sforzo fegato e reni, si veda i vari casi di epatotossicità.
    detto questo è altre si vero che spacciate i vostri integratori come “strumenti” per la perdita di peso specialmente a persone credulone e spesso disperate e cosa piu’ importante da venditori incompetenti senza nessun valido studio.
    richiedo scusa agli utenti del discutitoio.

  9. ilcoglionediplinio ha detto:

    PERCHE’ ASSUMERE INTEGRATORI ALIMENTARI

    Gli integratori alimentari sono alimenti particolari di origine naturale ottenuti da sostanze organiche e minerali mediante complessi procedimenti di estrazione. Gli integratori NON SONO DOPING in quanto i loro principi nutritivi sono contenuti in molti alimenti comuni.
    Lo scopo degli integratori è quello di sopperire alle carenze alimentari dovute a malnutrizione, aumentato fabbisogno di nutrienti dovuti a situazioni particolari, diete ipocaloriche e situazioni di intensa attività sportiva.
    Malgrado la grande quantità di alimenti oggi disponibili, le carenze nutrizionali e l’accumulo nell’organismo di sostanze chimiche contenute negli alimenti stessi, che causano malnutrizione e malattie, sono uno dei principali problemi della moderna alimentazione. I metodi di produzione industrializzati e di conservazione, con l’uso di diserbanti, antiparassitari, pesticidi, conservanti e ogni sorta di additivi chimici fanno si che oramai gli alimenti siano impoveriti delle loro sostanze nutrizionali naturali come vitamine, antiossidanti ed altre sostanze disintossicanti indispensabili per una buona salute.
    La pratica di una attività sportiva, in particolare, fa aumentare il fabbisogno di principi nutritivi. Per far fronte a questo aumentato fabbisogno bisognerebbe mangiare di più, ma questa non è certo la soluzione ideale perchè oltre che ad introdurre più nutrienti utili, si introdurrebbero anche più grassi, colesterolo, additivi e sostanze tossiche e comunque più calorie che sovraffaticherebbero l’apparato digerente.
    Con gli integratori invece si possono introdurre selettivamente i nutrienti “utili” e senza sovraffaticare l’apparato digerente in quanto sono prodotti predigeriti, sgrassati, delattosati e purificati, trattati cioè per apportare il maggior fabbisogno di nutrienti dovuti all’attività fisica senza incorrere negli inconvenienti della normale alimentazione. Inoltre, al contrario dei normali alimenti, non hanno bisogno di preparazione e possono essere facilmente trasportati, con tutti i vantaggi del caso.
    L’importanza degli integratori nello sport è dimostrata dal fatto che dalle esperienze avute si è visto che con i soli allenamento e alimentazione si ottengono risultati molto più modesti ed in tempi assai più lunghi. Al contrario l’uso degli integratori porta ad ottenere risultati maggiori ed in minor tempo.
    Da quanto detto quindi, risulta chiaro che sia nell’ambito di un’alimentazione rivolta all’ottenimento di una buona salute sia in quello di una attività sportiva è molto utile l’uso degli integratori alimentari come viene anche confermato da sempre più medici e nutrizionisti.

  10. ilcoglionediplinio ha detto:

    Integratori alimentari

    Integratori alimentari: una moda o una reale esigenza? Sempre più medici consigliano ai propri pazienti di integrare la propria dieta, da dove nasce questa esigenza?
    Al giorno d’oggi è sempre più di moda, oltre ad essere un esigenza visto la qualità del cibo degli ultimi anni, unire all’alimentazione degli integratori alimentari.
    Fino a non molto tempo fa erano esclusivamente gli sportivi a farne uso,oggi è sempre più facile vedere nei supermercati reparti dedicati all’integrazione alimentare ed ecco che anche nel carrello della casalinga si vede spuntare un multivitaminico o un Omega3.
    Ma cosa sono gli integratori alimentari? Come si classificano e quali sono quelli più usati?
    Gli integratori alimentari sono prodotti che favoriscono l’assunzione di alcuni principi nutritivi non presenti o scarsamente presenti negli alimenti che consumiamo giornalmente non hanno proprietà curative ma, come dice proprio il loro nome, integrano completando una dieta presumibilmente già sana.
    In commercio esistono diversi tipi di integratori e si distinguono in integratori vitaminici, integratori proteici ed integratori di minerali.Integratori alimentari
    Il nostro fisico non produce vitamine ma sintetizza quelle che noi gli forniamo attraverso l’alimentazione, a causa della vita frenetica e della qualità scarsa del cibo degli ultimi anni spesso non riusciamo a dare al nostro fisico la giusta razione giornaliera (RDA) di queste vitamine, basti pensare che quello che dava 30 anni fa una mela oggi lo otterremmo mangiandone 5, ecco che ci vengono in aiuto degli integratori vitaminici.
    Come le vitamine anche le proteine vano fornite dall’esterno, esse rappresentano la maggiore componente strutturale di tutti i tessuti del corpo e sono necessarie per la loro crescita e ricostruzione.
    Assumere integratori proteici dà la possibilità di avere a disposizione le proteine senza l’aggiunta di grassi e carboidrati e quindi più calorie e questo lo sanno bene gli sportivi che grazie all’assunzione di questi integratori riescono ad ottenere migliori prestazioni.
    I minerali sono componenti inorganici indispensabili per l’organismo perché aiutano a mantenere la fisiologia cellulare.
    Avere la giusta dose di minerali nell’organismo vuol dire favorire le reazioni biochimiche, mantenere il giusto equilibrio idro-salino, regolare la pressione sanguigna, avere un buon trasporto di ossigeno nel sangue e regolare il sistema nervoso infatti è noto che una carenza di magnesio può dare problemi del ritmo del sonno con tutte le conseguenze del caso mentre una scarsa quantità di potassio può addirittura provocare confusione mentale ed irritabilità.
    Ecco perché è importante oltre ad una corretta alimentazione integrare anche i minerali che spesso risultano scarsi o insufficienti.
    I principali integratori alimentari usati e maggiormente conosciuti sono:
    1. Vitamine che si dividono in 2 gruppi, liposolubili e idrosolubili sono necessarie alla crescita, al metabolismo e alla salute in generale
    2. Fibre anch’esse si dividono in due gruppi, solubili e insolubili. Le prime sono presenti nei legumi, frutta e verdura, rallentano la digestione e prolungano il senso di sazietà, le seconde, che si possono trovare nelle carote o nei broccoli ad esempio, aumentano il volume delle scorie facilitando il transito intestinale
    3. Aminoacidi che sono i componenti essenziali delle proteine e proteine che servono per costruire e riparare i tessuti muscolari
    4. Sali minerali
    5. Acido folico molto importante per le donne in stato interessante o che intendono avere una gravidanze e in generale è importante per tutti perché contribuisce alla nascita di cellule nuove e sane. Integratori di acido folico vengono sempre più spesso prescritti dai ginecologi.
    6. Iodio
    7. Erbe come l’ Ambrosia, Cicoria, Verbena, Cardamomo, Menta ecc…

  11. ilcoglionediplinio ha detto:

    AVEDISCO resiste alla crisi e conferma il buon andamento
    Il Centro Studi e Statistiche di AVEDISCO ha reso noti i dati riferiti al primo trimestre 2013

    Il centro studi e statistiche di Avedisco, la prima Associazione italiana delle vendite dirette a domicilio, ha emesso i risultati relativi al primo trimestre 2013 che mostrano come la vendita diretta in Italia resiste alla crisi, confermando il suo buon andamento. Con un fatturato di 191 milioni di euro e con una crescita del +1.24% rispetto allo stesso periodo del 2012, tutte le Aziende Associate Avedisco dimostrano che questo modello di business resiste alla crisi.

    Ottimi risultati anche in termini di valore occupazionale: con oltre 303 mila incaricati alle vendite e una crescita del +10.13% rispetto all’anno precedente, Avedisco vince ancora una volta la sfida del lavoro!

    In linea con i risultati emersi nel 2012, anche durante il primo trimestre 2013 il comparto “alimentare – nutrizionale” si conferma il più vivace raggiungendo un totale di 69.7 milioni di euro, con un incremento del +0,76% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono il settore “cosmesi e accessori moda” e il settore “casa e beni di consumo” con un incremento rispettivo di 3,4 milioni di euro e di 1,5 milioni di euro. Rilevante la crescita anche del comparto “Tessile” che mostra un + 17.44% rispetto al primo trimestre del 2012.

    Gli ottimi risultati raggiunti continuano anche con l’importante risultato occupazionale che arriva dall’Associazione: durante i primi tre mesi del 2013, oltre 303.000 incaricati hanno deciso di intraprendere una carriera professionale all’interno di questo modello di business. Avedisco dedica agli incaricati tutta l’attenzione che meritano e garantisce loro una formazione sempre presente e innovativa.

    “Gli ottimi risultati raggiunti nei primi tre mesi del 2013, sottolineano l’impegno posto in essere da tutti gli incaricati e dalle Aziende Associate Avedisco per resistere al difficile momento che il Paese sta attraversando” sostiene Giovanni Paolino, Presidente di Avedisco. “Supportiamo costantemente le persone che sposano il nostro modello di business, ed è per questo che, chi sceglie di affidarsi a noi, sa di avere la possibilità di poter intraprendere una carriera sicura e proficua, una crescita a livello professionale e un cammino personale ricco di soddisfazioni.”

  12. ilcoglionediplinio ha detto:

    Home > L’Associazione
    L’Associazione: Chi è FederSalus

    FederSalus, Associazione Nazionale Aziende Prodotti Salutistici (integratori alimentari, alimenti arricchiti, prodotti dietetici, functional foods), per statuto, storia ed attività svolta si è affermata come il referente per chi opera nel settore.

    In un’ottica di sviluppo e ampliamento del mercato, ma anche di orientamento e armonizzazione delle politiche di settore in un orizzonte europeo, FederSalus è membro attivo di EHPM (European Health Products Manufacturers) e di IADSA (International Alliance of Dietetic/food supplements Associations).

    FederSalus è nata a seguito della rapida evoluzione, sia in termini di consumi che di nuove regolamentazioni, del mercato dei prodotti salutistici.

    Gli operatori hanno avvertita così la necessità di un organismo che li rappresentasse, tutelandone e promuovendone gli interessi.FederSalus è presto divenuta un riferimento per le Autorità nazionali e comunitarie del settore dei prodotti salutistici.
    Lista Associati
    + Watt Srl
    AAT Srl
    A.C.E.F. SpA
    Ad Artem Pharma Srl
    A&D Srl
    Alesco Srl
    Alpiflor Srl
    AMI Italia Srl
    Angelini Acraf SpA
    Aqua Viva Srl
    AR Fitofarma Srl
    Arkofarm Srl
    Asoltech Srl
    Aurora Biofarma Srl
    AVG Srl
    Barentz Service Srl
    Benefit Srl
    Biodue Srl
    Biofarma SpA
    Biofutura Pharma SpA
    Biocentury Italia Srl
    Bionap Srl
    Bios Line SpA
    B-Natural Srl
    Bottega di Lunga Vita Srl
    C.F.M. CO. Farmaceutica Milanese SpA
    Cabassi & Giuriati SpA
    Capsugel SpA
    Catalent SpA
    Chiesi Farmaceutici SpA
    CHR Hansen Italia SpA
    Cipriani Srl
    Collistar SpA
    CostanzaFarma Srl
    Croda Italiana SpA
    CSM Il piacere della salute Srl
    Dialfarm Srl
    Dietopack Srl
    DIFASS SpA
    Donini Srl
    DOTT. C. Cagnola Srl
    Dupi Italia Srl
    EPO Srl
    Equilibra Srl
    Erbaflor Peruzzo Snc
    Erbamea Srl
    Erbavita SpA
    Erbozeta SpA
    Euritalia Srl
    Eurochem Ricerche Srl
    Euronational Srl
    Fagron Italia Srl
    Farmaceutici Procemsa SpA
    Farmaderbe Srl
    Farmalabor Srl
    FMC Srl
    For Farma Srl
    Fitobucaneve Srl
    Gensan Srl
    GD. Tecnologie Interdisciplinari Farmaceutiche Srl
    Gianluca Mech Spa
    Giellepi Chemicals Srl
    Giusto Faravelli SpA
    Global Marketing Consutling Pharma Srl
    Gricar Chemical SpA
    Healthaid Italia Srl
    Herbalife Italia SpA
    HiltonPharma Srl
    Humana Pharma International SpA
    Idea Natura Srl
    IBSA Farmaceutici Italia Srl
    IFE Srl
    INPHA DUEMILA Srl
    Inuvance Srl
    IPS Srl
    IRB Srl
    Irmed Srl
    Italchile Srl
    La Finestra Sul Cielo Srl
    Labomar Srl
    Laboratoires Ortis Srl
    Laborest Italia SpA
    Laerbium Pharma Srl
    Lao Dan Srl
    Larn Srl
    LCM Trading Spa
    Lemuria Srl
    LO.LI. Pharma Srl
    Loacker Remedia Srl
    Mavenpharma Srl
    Medestea Biotech SpA
    Medibase Srl
    Metagenics Italia Srl
    Montefarmaco OTC SpA
    Nathura Srl
    Natural Bradel Srl
    Natural Project Srl
    Natural Way Srl
    Naturando Srl
    Naturex SpA
    Neopharmed Gentili Srl
    NVH Italia SpA
    OFI Officina Farmaceutica Italiana SpA
    Omikron Italia Srl
    OTI Srl
    Paladin Pharma SpA
    Parco Tecnologico Padano Srl
    Pasquali Srl
    Pediatrica Srl
    Pegaso Srl
    Pharcoterm Srl
    Pharmagel Engineering SpA
    Pharma Line Srl
    Pharmanutra Srl
    Pharmextracta Srl
    PH&T SpA
    Phytogarda Srl
    PhytoItalia Srl
    Phoenix Srl
    Piam Farmaceutici SpA
    Prodeco Pharma Srl
    Paladin Pharma SpA
    Recordati SpA
    R.E.F. Remise en Forme Srl
    Revipharma Srl
    Rikrea Srl
    Riverpharma Srl
    Rofarma Italia Srl
    Rottapharm SpA
    S.I.F.I. SpA
    S.I.I.T. Srl
    Scharper SpA
    Schiapparelli SpA
    Sofar SpA
    Solgar Italia Multinutrient Srl
    Star SpA
    Steve Jones Srl
    Tecno-Lio Srl
    Teva SpA
    Tione Srl
    Truffini & Regge SpA
    U.G.A. Nutraceuticals Srl
    Unifarco SpA
    Variati & Co. SpA
    Vemedia Pharma Srl
    Vitortho Srl
    Zambon Italia Srl

  13. unpistola ha detto:

    Ma mi state prendendo per il culo?

    AVEDISCO:
    “…la vendita diretta in Italia resiste alla crisi, confermando il suo buon andamento. Con un fatturato di 191 milioni di euro…”
    “…Ottimi risultati anche in termini di valore occupazionale: con oltre 303 mila incaricati alle vendite…”

    Ora, se la matematica non è un’opinione: 191000000 / 303000 = 630,36 Euro

    Eh, sì… si fanno sicuro i miliardi con sta fuffa…

    • Aledirmi ha detto:

      Haha! Si, ci provano…che razza di ridicoli pigliaincu.o sti herbaiali …. non solo, considera che la divisione del fatturato non è affatto equa! infatti ci sono alcuni che guadagnano grandi cifre e sono gli stessi che combattono per convincere gli sfigati a crederci perchè guadagneranno anche loro. Del resto è giusto che chi non sa nemmeno far di conto venga usato per gli interessi altrui. In queste cose sono molto fatalista… la chiamo natural selection.

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